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Duccio Galimberti

Foto: Wikimedia Commons · file

Partigiani e resistenti

Duccio Galimberti

30 Apr 1906 · Cuneo 03 Dic 1944 · Centallo

Tancredi Galimberti, per tutti Duccio, era un avvocato di Cuneo che non aveva mai aderito al fascismo. Dopo l'armistizio diede vita alle prime bande partigiane di Italia Libera, da cui nacquero le formazioni Giustizia e Libertà, e ne divenne il comandante per tutto il Piemonte. Il Comitato di liberazione lo proclamò eroe nazionale.

La vita di Duccio Galimberti

Nacque a Cuneo il 30 aprile 1906 in una famiglia della borghesia colta: il padre era stato deputato e ministro in età liberale. Laureato in giurisprudenza, esercitò la professione forense nella sua città e coltivò studi giuridici e politici, elaborando con Antonino Repaci un progetto di costituzione per un'Italia e un'Europa federali.

Il 26 luglio 1943, all'indomani della caduta di Mussolini, parlò alla folla dalla finestra del suo studio in piazza Vittorio: sostenne che la guerra doveva continuare, ma contro i tedeschi, fino alla loro cacciata. Il discorso, ripetuto a Torino, gli costò un mandato di cattura. Dopo l'8 settembre il suo studio diventò un punto di riferimento della Resistenza cuneese e pochi giorni più tardi, con un gruppo di amici, salì in montagna per formare la prima banda di Italia Libera.

Nel gennaio 1944 fu ferito in combattimento; ristabilito, assunse il comando di tutte le formazioni GL piemontesi e lavorò al coordinamento con il Comitato di liberazione. Il 28 novembre 1944 fu catturato a Torino dai fascisti e trasferito a Cuneo, nella sede delle Brigate nere. Il 3 dicembre fu portato fuori città e ucciso: il suo corpo fu lasciato ai margini di un campo nel territorio di Centallo, lungo la strada per Torino.

Riconoscimenti e intitolazioni

  • Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
  • Proclamato eroe nazionale dal CLN piemontese
  • Piazza Duccio Galimberti, la piazza principale di Cuneo
  • Museo Casa Galimberti a Cuneo, nella casa di famiglia

Che cosa è cambiato, come viene ricordato

Il suo nome è diventato sinonimo della Resistenza cuneese, una delle più estese e organizzate d'Italia. La piazza da cui pronunciò il discorso del luglio 1943 porta oggi il suo nome, e la casa di famiglia è diventata un museo che conserva arredi, libri e documenti. Nel 2023 il presidente della Repubblica scelse Cuneo e la Casa Galimberti per celebrare il 25 aprile, a conferma del posto che la sua figura occupa nella memoria nazionale.

Luoghi della memoria

La sua memoria vive soprattutto a Cuneo: in piazza Galimberti, dove si affaccia lo studio da cui parlò nel 1943, e nel Museo Casa Galimberti, aperto al pubblico. A Cuneo e nelle valli circostanti ogni 25 aprile la sua figura è al centro delle commemorazioni della Liberazione.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Duccio Galimberti?

Tancredi Galimberti, per tutti Duccio, era un avvocato di Cuneo che non aveva mai aderito al fascismo. Dopo l'armistizio diede vita alle prime bande partigiane di Italia Libera, da cui nacquero le formazioni Giustizia e Libertà, e ne divenne il comandante per tutto il Piemonte. Il Comitato di liberazione lo proclamò eroe nazionale.

Qual è la data di nascita di Duccio Galimberti?

La nascita risale al 30 Aprile 1906 a Cuneo.

Qual è la data di morte di Duccio Galimberti?

La scomparsa risale al 3 Dicembre 1944, a Centallo, all'età di 38 anni.

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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