La vita di Silvio Pellico
Nato a Saluzzo nel 1789, trascorse parte della giovinezza a Lione presso parenti e si stabilì poi a Milano, dove lavorò come insegnante e precettore in famiglie nobili. Entrò in contatto con l'ambiente romantico milanese e con figure come Ugo Foscolo e Vincenzo Monti. Nel 1815 la sua tragedia Francesca da Rimini ottenne un successo notevole sulle scene.
Nel 1818 fu tra i protagonisti del Conciliatore, il periodico romantico e liberale che la censura austriaca chiuse dopo circa un anno. Vicino agli ambienti della Carboneria, nell'ottobre del 1820 fu arrestato insieme a Piero Maroncelli. Dopo la detenzione a Venezia, ai Piombi e a San Michele, fu condannato a morte, pena commutata in quindici anni di carcere duro da scontare nella fortezza dello Spielberg, in Moravia. Lì condivise la prigionia con Maroncelli e con altri patrioti lombardi, tra cui Federico Confalonieri.
Graziato nel 1830, tornò a Torino profondamente cambiato, con una fede religiosa ritrovata in prigionia. Due anni più tardi pubblicò Le mie prigioni, cui seguì nel 1834 il trattato morale Dei doveri degli uomini. Continuò a scrivere anche per il teatro, con tragedie come Ester d'Engaddi. Per il resto della vita fu segretario e bibliotecario dei marchesi di Barolo, collaborando con Giulia di Barolo alle sue opere assistenziali. Morì a Torino nel 1854.
Opere e tappe principali
- castleFrancesca da Rimini (1815), tragedia
- castleCollaborazione al Conciliatore (1818-1819)
- castleLe mie prigioni (1832)
- castleDei doveri degli uomini (1834)
Perché è ancora ricordato
Le mie prigioni è stato per oltre un secolo una lettura scolastica e uno dei libri italiani più tradotti dell'Ottocento. La sua forza stava nel tono: nessuna invettiva, ma la descrizione umana della sofferenza, che finì per screditare il governo austriaco agli occhi dell'opinione pubblica europea. Saluzzo lo ricorda con un monumento, e numerose scuole e strade in tutta Italia portano il suo nome.
Dove riposa Silvio Pellico
Silvio Pellico riposa nel Cimitero monumentale di Torino, la città dove visse gli ultimi decenni al servizio della famiglia Barolo e dove scrisse le sue opere più note. Il monumentale, uno dei più importanti d'Italia per il patrimonio di sculture funerarie, accoglie molte figure del Risorgimento piemontese.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Silvio Pellico?
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Scrittore piemontese e patriota, Silvio Pellico è legato soprattutto a un libro: Le mie prigioni, il racconto pacato e senza rancore dei dieci anni passati nelle carceri austriache. Pubblicato nel 1832, ebbe un successo enorme in Italia e in Europa e contribuì a rendere popolare la causa risorgimentale più di molti proclami politici.
Qual è la data di nascita di Silvio Pellico?
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La nascita risale al 25 Giugno 1789 a Saluzzo.
Qual è la data di morte di Silvio Pellico?
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La scomparsa risale al 31 Gennaio 1854, a Torino, all'età di 64 anni.
Dove riposa Silvio Pellico?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero monumentale di Torino.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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