Vai al contenuto principale
Giovanni Falcone

Foto: Template:Jaydie Putterman · Public domain · file

Personaggi storici

Giovanni Falcone

18 Mag 1939 · Palermo 23 Mag 1992 · Capaci

Magistrato palermitano, Giovanni Falcone cambiò il modo di indagare sulla mafia: seguì i flussi di denaro, lavorò in squadra con altri giudici, raccolse le prime grandi collaborazioni con la giustizia. Il maxiprocesso istruito dal pool antimafia di Palermo dimostrò per la prima volta in un'aula giudiziaria l'esistenza di Cosa Nostra come organizzazione unitaria.

Luogo di sepoltura

Chiesa di San Domenico, Palermo

Palermo (PA), Sicilia

La vita di Giovanni Falcone

Nato a Palermo nel 1939, crebbe nel quartiere della Kalsa, lo stesso di Paolo Borsellino, che conobbe da ragazzo. Si laureò in giurisprudenza nel 1961 ed entrò in magistratura pochi anni dopo, prestando servizio a Lentini e poi a Trapani. Nel 1978 tornò a Palermo, all'Ufficio istruzione del tribunale.

Le indagini sui traffici di droga e sui capitali mafiosi lo portarono a ricostruire reti finanziarie che arrivavano fino agli Stati Uniti. Sotto la guida di Rocco Chinnici e poi di Antonino Caponnetto entrò nel pool antimafia, un gruppo di giudici istruttori che condividevano le inchieste. Gli interrogatori di Tommaso Buscetta, dal 1984, aprirono una nuova fase: per la prima volta un esponente di primo piano descriveva dall'interno la struttura dell'organizzazione.

Ne nacque il maxiprocesso, aperto nel febbraio 1986 nell'aula bunker dell'Ucciardone e confermato in Cassazione nel gennaio 1992. Dopo forti contrasti all'interno della magistratura palermitana, nel 1991 Falcone accettò l'incarico di direttore degli Affari penali al Ministero della Giustizia, dove contribuì a progettare la Procura nazionale antimafia. Nello stesso anno pubblicò con Marcelle Padovani il libro Cose di Cosa Nostra. Morì a Capaci il 23 maggio 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta.

Opere e tappe principali

  • Indagini patrimoniali e bancarie sui traffici di Cosa Nostra (dalla fine degli anni Settanta)
  • Pool antimafia dell'Ufficio istruzione di Palermo
  • Istruttoria del maxiprocesso di Palermo (1986-1987, confermato in Cassazione nel 1992)
  • Direttore degli Affari penali al Ministero della Giustizia (1991)
  • Cose di Cosa Nostra (1991), con Marcelle Padovani

Perché è ancora ricordato

Il 23 maggio è in Italia una giornata dedicata alla legalità, con iniziative nelle scuole e a Palermo. L'aeroporto della città è intitolato a Falcone e Borsellino, e la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone promuove attività educative in tutto il Paese. Il ficus davanti alla sua casa, noto come albero Falcone, è diventato un luogo spontaneo della memoria. Il suo metodo di indagine è ancora un modello studiato anche all'estero.

Dove riposa Giovanni Falcone

Dal 2015 Giovanni Falcone riposa nella chiesa di San Domenico a Palermo, considerata il Pantheon dei siciliani illustri, dove la salma fu traslata dal cimitero cittadino in cui era stata inizialmente tumulata. La chiesa, nel centro storico della sua città natale, accoglie le sepolture di molte figure che hanno segnato la storia dell'isola.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Giovanni Falcone?

Magistrato palermitano, Giovanni Falcone cambiò il modo di indagare sulla mafia: seguì i flussi di denaro, lavorò in squadra con altri giudici, raccolse le prime grandi collaborazioni con la giustizia. Il maxiprocesso istruito dal pool antimafia di Palermo dimostrò per la prima volta in un'aula giudiziaria l'esistenza di Cosa Nostra come organizzazione unitaria.

Qual è la data di nascita di Giovanni Falcone?

La nascita risale al 18 Maggio 1939 a Palermo.

Qual è la data di morte di Giovanni Falcone?

La scomparsa risale al 23 Maggio 1992, a Capaci, all'età di 53 anni.

Dove riposa Giovanni Falcone?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Chiesa di San Domenico, Palermo.

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

Le fonti sono di pubblico dominio o pubblicate con licenze libere (Creative Commons). I dati sono soggetti a verifica continua e possono essere aggiornati.

Altri personaggi storici