La vita di Paolo Rossi
Nato a Prato nel 1956, Rossi crebbe nelle giovanili della Juventus, ma i primi anni furono rallentati da problemi alle ginocchia. Si mise in luce con il Lanerossi Vicenza, dove fu spostato al centro dell'attacco: in biancorosso vinse la classifica dei cannonieri prima in Serie B e poi in Serie A, trascinando la squadra a un memorabile secondo posto nel campionato 1977-78. Ai Mondiali di Argentina del 1978 fu tra i protagonisti della Nazionale di Enzo Bearzot.
Dopo il passaggio al Perugia, la sua carriera subì una lunga interruzione per la squalifica legata allo scandalo delle scommesse del 1980. Tornò in campo con la Juventus nella primavera del 1982 e Bearzot lo convocò per il Mondiale di Spagna nonostante le critiche. Dopo un avvio difficile, Rossi esplose nella seconda fase: tre reti al Brasile, due alla Polonia in semifinale e il primo gol nella finale di Madrid contro la Germania Ovest.
Con la Juventus vinse poi due scudetti, la Coppa delle Coppe e la Coppa dei Campioni, prima di chiudere la carriera tra Milan e Verona. Lasciato il calcio giocato, fu a lungo commentatore televisivo e si stabilì in Toscana, nella campagna aretina, dove si dedicò anche ad attività agricole e turistiche. Morì a Siena nel dicembre del 2020, all'età di sessantaquattro anni.
Carriera e risultati principali
- sports_soccerCampionato del mondo 1982 – capocannoniere e miglior giocatore del torneo
- sports_soccerPallone d'oro 1982
- sports_soccerTripletta al Brasile ai Mondiali di Spagna (1982)
- sports_soccerCapocannoniere di Serie A con il Lanerossi Vicenza (1977-78)
- sports_soccerCoppa dei Campioni 1984-85 e Coppa delle Coppe 1983-84 con la Juventus
- sports_soccerDue scudetti con la Juventus
Perché è ancora ricordato
Il nome di Pablito è legato in modo indissolubile all'estate del 1982 e a quella partita contro il Brasile che ancora oggi viene rievocata come una delle più belle nella storia dei Mondiali. A Vicenza, dove era esploso, e in Toscana, dove aveva scelto di vivere, il suo nome ritorna spesso in iniziative e incontri dedicati alla storia del calcio. Per più generazioni di tifosi resta l'esempio di un giocatore capace di rinascere dopo un periodo difficile.
Dove riposa Paolo Rossi
L'ultimo saluto a Paolo Rossi si tenne nel Duomo di Vicenza, la città che lo aveva lanciato, e la salma fu poi cremata. Il luogo della memoria è il cimitero di Bucine, il comune della Valdambra, nell'Aretino, dove Pablito aveva scelto di vivere con la famiglia negli ultimi anni. Una scelta che riflette il legame profondo con la campagna toscana.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Paolo Rossi?
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L'estate del 1982 consegnò Paolo Rossi alla memoria collettiva del Paese: con i suoi gol l'Italia vinse il Mondiale di Spagna e lui ne fu capocannoniere e miglior giocatore. Attaccante rapido e opportunista, Pablito conquistò in quello stesso anno il Pallone d'oro e restò per sempre il volto di una delle stagioni più felici del calcio italiano.
Qual è la data di nascita di Paolo Rossi?
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La nascita risale al 23 Settembre 1956 a Prato.
Qual è la data di morte di Paolo Rossi?
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La scomparsa risale al 9 Dicembre 2020, a Siena, all'età di 64 anni.
Dove riposa Paolo Rossi?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero di Bucine.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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