La vita di Primo Levi
Nacque a Torino nel 1919 in una famiglia ebraica della borghesia colta e frequentò il liceo D'Azeglio. Iscritto a Chimica, riuscì a laurearsi nel 1941 nonostante le leggi razziali, che rendevano difficile trovare un relatore e un lavoro. Dopo l'8 settembre 1943 si unì a un gruppo partigiano legato a Giustizia e Libertà in Valle d'Aosta; catturato pochi mesi dopo, fu internato a Fossoli e nel febbraio 1944 deportato ad Auschwitz, nel campo di lavoro di Monowitz.
Sopravvisse fino alla liberazione del gennaio 1945 e rientrò a Torino solo nell'ottobre successivo, dopo un lungo viaggio attraverso l'Europa orientale. Quasi subito scrisse Se questo è un uomo, pubblicato nel 1947 da un piccolo editore e ripreso da Einaudi nel 1958, quando cominciò a circolare ampiamente. Il racconto del ritorno, La tregua, uscì nel 1963 e vinse il premio Campiello.
Per quasi trent'anni Levi lavorò in una fabbrica di vernici a Settimo Torinese, diventandone direttore, e scrisse nel tempo libero. Il sistema periodico (1975) intrecciò chimica e autobiografia; La chiave a stella vinse il premio Strega nel 1979; Se non ora, quando? fu premiato con il Viareggio e il Campiello. Nel 1986 pubblicò I sommersi e i salvati, riflessione sulla memoria dei Lager. Morì a Torino nell'aprile 1987.
Opere principali
- auto_storiesSe questo è un uomo (1947)
- auto_storiesLa tregua (1963) – Premio Campiello
- auto_storiesIl sistema periodico (1975)
- auto_storiesLa chiave a stella (1978) – Premio Strega 1979
- auto_storiesSe non ora, quando? (1982)
- auto_storiesI sommersi e i salvati (1986)
Perché è ancora ricordato
Se questo è un uomo è tradotto in decine di lingue e viene letto nelle scuole di tutto il mondo come testimonianza fondamentale sulla Shoah. Il sistema periodico è stato indicato dalla Royal Institution britannica come il miglior libro di scienza mai scritto. A Torino il Centro internazionale di studi Primo Levi promuove ricerche e iniziative sulla sua opera, e il suo nome ricorre ogni anno nelle celebrazioni del Giorno della Memoria.
Dove riposa Primo Levi
Levi è sepolto nel Cimitero monumentale di Torino, la città in cui nacque, studiò e visse quasi tutta la vita, nella stessa casa di corso Re Umberto. Sulla lapide, accanto al nome e alle date, è inciso il numero di matricola 174517 che gli fu tatuato ad Auschwitz: un segno sobrio che riassume il senso della sua testimonianza.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Primo Levi?
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Chimico di professione e scrittore per necessità di testimonianza, Primo Levi raccontò l'esperienza di Auschwitz con una lucidità che ha fatto dei suoi libri un riferimento mondiale. Alla memoria della deportazione affiancò opere sul lavoro, sulla scienza e sulla natura umana. Morì nella sua Torino nel 1987.
Qual è la data di nascita di Primo Levi?
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La nascita risale al 31 Luglio 1919 a Torino.
Qual è la data di morte di Primo Levi?
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La scomparsa risale al 11 Aprile 1987, a Torino, all'età di 67 anni.
Dove riposa Primo Levi?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero monumentale di Torino.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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