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Vittorio Alfieri

Foto: François-Xavier Fabre · Public domain · file

Scrittori e poeti

Vittorio Alfieri

16 Gen 1749 · Asti 08 Ott 1803 · Firenze

Aristocratico piemontese che scelse di farsi scrittore toscano, Vittorio Alfieri ha portato in Italia la tragedia moderna, popolata di tiranni, eroi della libertà e passioni estreme. Saul e Mirra sono i suoi capolavori; la sua autobiografia, la Vita, è il ritratto di un carattere indomabile, celebrato nel Risorgimento come precursore dell'idea di nazione.

Luogo di sepoltura

Basilica di Santa Croce, Firenze

Firenze (FI), Toscana

La vita di Vittorio Alfieri

Nato ad Asti nel 1749 da una ricca famiglia nobile, rimase presto orfano del padre e fu educato all'Accademia Reale di Torino, esperienza che ricordò come anni di scarsa formazione. Da giovane viaggiò a lungo per l'Europa, tra Francia, Inghilterra, Olanda, Russia e Spagna, inquieto e insofferente di ogni costrizione.

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Nel 1775 la rappresentazione a Torino della sua prima tragedia, Antonio e Cleopatra, lo convinse a dedicarsi completamente alla letteratura. Per padroneggiare l'italiano letterario si trasferì in Toscana e, per sottrarsi alla dipendenza dalla corte sabauda, cedette i beni alla sorella in cambio di una rendita. Negli anni successivi scrisse a ritmo intenso le tragedie, tra cui Filippo, Antigone, Oreste, Saul e Mirra, e trattati politici come Della tirannide. Rivide a lungo i propri testi, fino all'edizione complessiva delle tragedie stampata a Parigi da Didot.

Legato sentimentalmente a Luisa Stolberg, contessa d'Albany, visse con lei tra Roma, l'Alsazia e Parigi, dove assistette agli inizi della Rivoluzione. Disgustato dagli eccessi del Terrore, lasciò la Francia nel 1792 e si stabilì a Firenze, dove si dedicò allo studio del greco, alle commedie e alla stesura della Vita. Morì a Firenze nell'ottobre 1803.

Opere principali

  • Saul (1782) – tragedia
  • Mirra (1786) – tragedia
  • Filippo, Oreste e Antigone – tragedie
  • Della tirannide (1777) – trattato politico
  • Vita scritta da esso – autobiografia, pubblicata postuma

Perché è ancora ricordato

Il Risorgimento fece di Alfieri un modello di dignità e di amore per la libertà, e Ugo Foscolo lo ricordò nei Sepolcri proprio in relazione a Santa Croce. Le sue tragedie sono ancora rappresentate e studiate nelle scuole. Asti conserva il palazzo natale, sede del Centro nazionale di studi alfieriani e di un museo, e gli ha intitolato il teatro cittadino, dove le sue opere tornano periodicamente in scena.

Dove riposa Vittorio Alfieri

Alfieri è sepolto a Firenze, nella Basilica di Santa Croce, accanto alle tombe di altri grandi della cultura italiana. Il monumento funebre fu commissionato dalla contessa d'Albany ad Antonio Canova e raffigura l'Italia turrita che piange il poeta. Firenze fu la città che Alfieri scelse come patria letteraria e in cui trascorse gli ultimi anni.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Vittorio Alfieri?

Aristocratico piemontese che scelse di farsi scrittore toscano, Vittorio Alfieri ha portato in Italia la tragedia moderna, popolata di tiranni, eroi della libertà e passioni estreme. Saul e Mirra sono i suoi capolavori; la sua autobiografia, la Vita, è il ritratto di un carattere indomabile, celebrato nel Risorgimento come precursore dell'idea di nazione.

Qual è la data di nascita di Vittorio Alfieri?

La nascita risale al 16 Gennaio 1749 a Asti.

Qual è la data di morte di Vittorio Alfieri?

La scomparsa risale al 8 Ottobre 1803, a Firenze, all'età di 54 anni.

Dove riposa Vittorio Alfieri?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Basilica di Santa Croce, Firenze.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

Le fonti sono di pubblico dominio o pubblicate con licenze libere (Creative Commons). I dati sono soggetti a verifica continua e possono essere aggiornati.

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