La vita di Vittorio Alfieri
Nato ad Asti nel 1749 da una ricca famiglia nobile, rimase presto orfano del padre e fu educato all'Accademia Reale di Torino, esperienza che ricordò come anni di scarsa formazione. Da giovane viaggiò a lungo per l'Europa, tra Francia, Inghilterra, Olanda, Russia e Spagna, inquieto e insofferente di ogni costrizione.
Nel 1775 la rappresentazione a Torino della sua prima tragedia, Antonio e Cleopatra, lo convinse a dedicarsi completamente alla letteratura. Per padroneggiare l'italiano letterario si trasferì in Toscana e, per sottrarsi alla dipendenza dalla corte sabauda, cedette i beni alla sorella in cambio di una rendita. Negli anni successivi scrisse a ritmo intenso le tragedie, tra cui Filippo, Antigone, Oreste, Saul e Mirra, e trattati politici come Della tirannide. Rivide a lungo i propri testi, fino all'edizione complessiva delle tragedie stampata a Parigi da Didot.
Legato sentimentalmente a Luisa Stolberg, contessa d'Albany, visse con lei tra Roma, l'Alsazia e Parigi, dove assistette agli inizi della Rivoluzione. Disgustato dagli eccessi del Terrore, lasciò la Francia nel 1792 e si stabilì a Firenze, dove si dedicò allo studio del greco, alle commedie e alla stesura della Vita. Morì a Firenze nell'ottobre 1803.
Opere principali
- auto_storiesSaul (1782) – tragedia
- auto_storiesMirra (1786) – tragedia
- auto_storiesFilippo, Oreste e Antigone – tragedie
- auto_storiesDella tirannide (1777) – trattato politico
- auto_storiesVita scritta da esso – autobiografia, pubblicata postuma
Perché è ancora ricordato
Il Risorgimento fece di Alfieri un modello di dignità e di amore per la libertà, e Ugo Foscolo lo ricordò nei Sepolcri proprio in relazione a Santa Croce. Le sue tragedie sono ancora rappresentate e studiate nelle scuole. Asti conserva il palazzo natale, sede del Centro nazionale di studi alfieriani e di un museo, e gli ha intitolato il teatro cittadino, dove le sue opere tornano periodicamente in scena.
Dove riposa Vittorio Alfieri
Alfieri è sepolto a Firenze, nella Basilica di Santa Croce, accanto alle tombe di altri grandi della cultura italiana. Il monumento funebre fu commissionato dalla contessa d'Albany ad Antonio Canova e raffigura l'Italia turrita che piange il poeta. Firenze fu la città che Alfieri scelse come patria letteraria e in cui trascorse gli ultimi anni.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Vittorio Alfieri?
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Aristocratico piemontese che scelse di farsi scrittore toscano, Vittorio Alfieri ha portato in Italia la tragedia moderna, popolata di tiranni, eroi della libertà e passioni estreme. Saul e Mirra sono i suoi capolavori; la sua autobiografia, la Vita, è il ritratto di un carattere indomabile, celebrato nel Risorgimento come precursore dell'idea di nazione.
Qual è la data di nascita di Vittorio Alfieri?
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La nascita risale al 16 Gennaio 1749 a Asti.
Qual è la data di morte di Vittorio Alfieri?
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La scomparsa risale al 8 Ottobre 1803, a Firenze, all'età di 54 anni.
Dove riposa Vittorio Alfieri?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Basilica di Santa Croce, Firenze.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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