La vita di Germano Celant
Nato a Genova nel 1940, si formò all'università della sua città nel clima di fermento degli anni Sessanta, seguendo da vicino il lavoro degli artisti della sua generazione. Nel 1967 organizzò alla galleria La Bertesca una collettiva intitolata Arte povera e, pochi mesi dopo, pubblicò su Flash Art il testo Appunti per una guerriglia: due mosse che riunirono sotto un'unica etichetta il lavoro di Boetti, Fabro, Kounellis, Merz, Pascali, Pistoletto, Zorio e altri, artisti che usavano materiali elementari, organici, quotidiani.
Da quel momento la sua attività si allargò ben oltre il movimento. Negli anni Ottanta firmò al Centre Pompidou di Parigi Identité italienne, una grande ricognizione dell'arte italiana dal 1959 in poi; dal 1989 lavorò come senior curator per l'arte contemporanea al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, dove nel 1994 curò The Italian Metamorphosis, 1943-1968. Nel 1997 diresse il settore arti visive della 47ª Biennale di Venezia.
Il legame più duraturo fu quello con la Fondazione Prada di Milano, di cui fu a lungo direttore artistico: lì, tra le altre, ripropose nel 2013 a Venezia la storica mostra When Attitudes Become Form, ricostruendone fedelmente gli allestimenti del 1969. Nel 2015 curò alla Triennale Arts & Foods, legata all'Esposizione Universale. Instancabile autore di cataloghi e monografie, lavorò fino agli ultimi mesi. Morì a Milano il 29 aprile 2020, a 79 anni.
Opere principali
- paletteArte povera (1967) – mostra alla galleria La Bertesca di Genova e saggio Appunti per una guerriglia su Flash Art
- paletteArte povera (1969) – volume che diffuse il movimento a livello internazionale
- paletteIdentité italienne (1981) – mostra al Centre Pompidou di Parigi
- paletteThe Italian Metamorphosis, 1943-1968 (1994) – Guggenheim Museum di New York
- paletteDirezione del settore arti visive della 47ª Biennale di Venezia (1997)
- paletteWhen Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013 – Fondazione Prada, Venezia
Perché è ancora ricordato
Il termine che coniò a ventisette anni è entrato nei manuali di storia dell'arte e nei cataloghi dei musei di tutto il mondo, e le opere degli artisti che raccolse sotto quella definizione sono oggi esposte nelle principali collezioni pubbliche. Il suo metodo, fatto di ricerca d'archivio, cataloghi monumentali e mostre pensate come ricostruzioni storiche, ha fatto scuola tra i curatori delle generazioni successive. La Fondazione Prada resta il luogo dove il suo lavoro degli ultimi decenni è più visibile.
Dove riposa Germano Celant
Riposa nel Cimitero di Lambrate, a Milano, la città in cui aveva vissuto e lavorato per gran parte della sua vita adulta e dove aveva legato il proprio nome alla Fondazione Prada. Pur essendo nato a Genova, fu Milano il centro della sua attività di critico, editore e curatore, il punto di partenza dei suoi progetti internazionali.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Germano Celant?
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Germano Celant fu il critico e curatore che diede un nome a una delle stagioni più vitali dell'arte italiana del dopoguerra: l'Arte Povera. Genovese, attivo tra Milano, New York e Venezia, costruì per oltre cinquant'anni mostre, libri e istituzioni, portando gli artisti italiani al centro della scena internazionale e contribuendo a ridefinire il mestiere stesso del curatore.
Qual è la data di nascita di Germano Celant?
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La nascita risale al 11 Settembre 1940 a Genova.
Qual è la data di morte di Germano Celant?
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La scomparsa risale al 29 Aprile 2020, a Milano, all'età di 79 anni.
Dove riposa Germano Celant?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero di Lambrate — Milano (MI), Lombardia.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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