La vita di Enzo Mari
Nato a Novara nel 1932, Enzo Mari si trasferì giovane a Milano, dove frequentò l'Accademia di Brera. Negli anni cinquanta si dedicò soprattutto alla ricerca sulla percezione visiva e sulle strutture geometriche, avvicinandosi all'arte programmata e cinetica, il filone che in quegli anni esplorava il rapporto tra forma, movimento e spettatore.
Il passaggio al design avvenne quasi naturalmente. Con l'azienda milanese Danese avviò una collaborazione lunga e fertile: puzzle in legno per bambini come i 16 animali, calendari da parete, vasi e oggetti da scrivania che univano rigore e semplicità. Lavorò poi per molte altre aziende, da Driade a Zanotta, da Artemide a Magis, e fu più volte premiato con il Compasso d'oro.
Nel 1974 pubblicò Proposta per un'autoprogettazione, una raccolta di disegni di mobili che chiunque poteva costruire da sé con tavole grezze e chiodi. Più che un catalogo era una presa di posizione: invitava a capire come sono fatte le cose e a non subire passivamente i prodotti. Accanto al lavoro di progettista, Mari insegnò, scrisse saggi e partecipò al dibattito pubblico con toni spesso spigolosi, criticando l'industria quando la riteneva superficiale.
Nell'ottobre del 2020 la Triennale di Milano gli dedicò una grande retrospettiva, curata da Hans Ulrich Obrist con Francesca Giacomelli. Morì a Milano pochi giorni dopo l'inaugurazione, a 88 anni; il giorno seguente scomparve anche la moglie, la critica d'arte Lea Vergine.
Opere principali
- palette16 animali (1957) – puzzle in legno per Danese
- paletteProposta per un'autoprogettazione (1974) – mobili da costruire da sé
- paletteSedia Delfina (1974) – per Driade
- paletteLampada Aggregato – sistema di illuminazione per Artemide, con Giancarlo Fassina
- paletteCalendari da parete Formosa e Timor – per Danese
Perché è ancora ricordato
Il pensiero di Mari continua a circolare soprattutto attraverso l'autoprogettazione, ripresa da laboratori, scuole e appassionati che costruiscono ancora i suoi mobili seguendo i disegni originali. Molti suoi oggetti sono rimasti in produzione e fanno parte delle collezioni dei principali musei del design. La retrospettiva della Triennale, aperta poco prima della sua scomparsa, ha fissato per il grande pubblico l'ampiezza di un lavoro durato quasi settant'anni, tra arte, industria e impegno civile.
Dove riposa Enzo Mari
Il luogo di sepoltura di Enzo Mari non è stato reso pubblico dalla famiglia. Milano, la città in cui visse e lavorò per quasi tutta la vita e dove la Triennale gli dedicò l'ultima grande mostra, resta il luogo più legato al suo ricordo, insieme alle collezioni museali che conservano i suoi oggetti.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Enzo Mari?
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Progettista, artista e polemista instancabile, Enzo Mari è stato uno dei maestri del design italiano del secondo Novecento. Per lui un oggetto doveva nascere da un'idea chiara e onesta, non dalle mode del mercato: da questa convinzione vennero giochi, calendari, sedie e libri che ancora oggi si studiano nelle scuole di progettazione di tutto il mondo.
Qual è la data di nascita di Enzo Mari?
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La nascita risale al 27 Aprile 1932 a Novara.
Qual è la data di morte di Enzo Mari?
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La scomparsa risale al 19 Ottobre 2020, a Milano, all'età di 88 anni.
Dove riposa Enzo Mari?
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Il luogo esatto di sepoltura non è stato reso pubblico; il comune di riferimento è Milano (MI), Lombardia.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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