La vita di Andrea Mantegna
Nacque nel 1431 a Isola di Carturo, nel territorio padovano, e da ragazzo entrò nella bottega del pittore Francesco Squarcione a Padova, città universitaria in cui era vivo lo studio dell'antico. A Padova poté vedere anche le opere di Donatello, allora impegnato all'altare del Santo, che ebbero su di lui un'influenza decisiva.
Giovanissimo, lavorò agli affreschi della cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani, rivelando un talento precoce nella costruzione dello spazio e nella resa archeologica di architetture e costumi. Sposò Nicolosia, figlia del pittore veneziano Jacopo Bellini, stringendo un legame con la più importante famiglia di pittori veneziani. Per la basilica di San Zeno a Verona dipinse una grande pala d'altare.
Nel 1460 si trasferì a Mantova come pittore di corte del marchese Ludovico Gonzaga, incarico che mantenne fino alla morte al servizio di tre generazioni della famiglia. Nel Castello di San Giorgio dipinse la Camera degli Sposi, completata nel 1474, con il celebre oculo dipinto sul soffitto che sembra aprirsi sul cielo. Negli stessi decenni realizzò il ciclo dei Trionfi di Cesare e, per lo studiolo di Isabella d'Este, il Parnaso.
Ancora attivo negli ultimi anni, preparò la propria cappella funeraria nella basilica di Sant'Andrea. Morì a Mantova nel settembre del 1506.
Opere principali
- paletteCamera degli Sposi (1465-1474) – Palazzo Ducale, Mantova
- paletteCristo morto – Pinacoteca di Brera, Milano
- palettePala di San Zeno – basilica di San Zeno, Verona
- paletteTrionfi di Cesare – Hampton Court, Regno Unito
- paletteParnaso – Museo del Louvre, Parigi
- paletteAffreschi della cappella Ovetari – chiesa degli Eremitani, Padova
Perché è ancora ricordato
Il Cristo morto, con il suo scorcio estremo, e il soffitto illusionistico della Camera degli Sposi sono tra le invenzioni più studiate del Rinascimento e anticiparono soluzioni sviluppate nei secoli successivi. Le sue incisioni contribuirono a diffondere in Europa il gusto per l'antico e influenzarono artisti come Albrecht Dürer. Mantova, il cui centro storico è patrimonio UNESCO, ha fatto della sua figura uno dei simboli del proprio Rinascimento, e la sua casa in città è oggi sede espositiva.
Dove riposa Andrea Mantegna
Mantegna è sepolto nella basilica di Sant'Andrea a Mantova, nella cappella funeraria che egli stesso aveva predisposto. La cappella conserva un busto in bronzo che lo ritrae e dipinti legati alla sua bottega. Mantova, dove visse quasi metà della sua esistenza, è la città che ne custodisce l'opera più celebre e la memoria.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Andrea Mantegna?
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Andrea Mantegna unì la passione per l'antichità classica a un rigore prospettico senza precedenti, creando immagini di nitidezza quasi scultorea. Formato a Padova e per quasi mezzo secolo pittore di corte dei Gonzaga a Mantova, è l'autore della Camera degli Sposi e del Cristo morto, opere che hanno segnato la storia della pittura italiana.
Qual è la data di nascita di Andrea Mantegna?
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La nascita risale al 1 Gennaio 1431 a Isola di Carturo.
Qual è la data di morte di Andrea Mantegna?
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La scomparsa risale al 13 Settembre 1506, a Mantova, all'età di 75 anni.
Dove riposa Andrea Mantegna?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Basilica di Sant'Andrea, Mantova.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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