La vita di Roberto Antiochia
Nato a Terni nel 1962, era il più giovane di tre figli. La famiglia visse tra Torino e Roma, dove Roberto frequentò il liceo artistico. Avrebbe potuto proseguire gli studi, ma decise di entrare in Polizia: tra le ragioni, raccontate poi dalla madre, c'era la morte per droga di una ragazza vicina a un compagno di scuola, che lo aveva colpito profondamente.
Assegnato a Palermo, lavorò alla Squadra mobile negli anni in cui il gruppo guidato da Cassarà ricostruiva l'organigramma delle famiglie mafiose e preparava il materiale che sarebbe confluito nel maxiprocesso. Tra lui e il vicequestore si era creato un rapporto di stima e di amicizia. Aveva ottenuto il trasferimento a Roma, ma non aveva ancora lasciato la città.
Il 28 luglio 1985 fu ucciso il commissario Beppe Montana. Antiochia, che si trovava in ferie a Ostia, tornò a Palermo per l'ultimo saluto al collega e decise di restare in questura per proteggere Cassarà, consapevole del pericolo.
Il 6 agosto 1985, in viale Croce Rossa, sotto l'abitazione di Cassarà, un commando di Cosa nostra aprì il fuoco sul vicequestore e sulla scorta. Cassarà morì sul colpo, Roberto Antiochia poco dopo; l'agente Natale Mondo, che era con loro, sopravvisse.
Che cosa è cambiato, come viene ricordato
La morte di Antiochia e Cassarà, a pochi giorni da quella di Montana, colpì duramente la Squadra mobile di Palermo e mostrò quanto fossero esposti gli investigatori impegnati contro Cosa nostra. La madre, Saveria Antiochia, divenne una delle voci più note dei familiari delle vittime: si costituì parte civile nel lungo processo, conclusosi solo nei primi anni Duemila, scrisse pubblicamente alle istituzioni e partecipò al percorso che portò alla nascita dell'associazione Libera. Oggi il nome di Roberto è letto ogni anno tra quelli delle vittime innocenti delle mafie.
Luoghi della memoria
A Palermo, in viale Croce Rossa, ogni 6 agosto la Polizia di Stato e le istituzioni ricordano Antiochia e Cassarà con una cerimonia nel luogo dell'agguato, alla presenza dei vertici della Polizia e dei familiari. Il suo nome compare anche sulla lapide che, nella sede della Squadra mobile, ricorda i poliziotti uccisi dalla mafia.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Roberto Antiochia?
expand_more
Roberto Antiochia era un giovane agente della Polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Palermo, stretto collaboratore del vicequestore Ninni Cassarà. Aveva ventitré anni quando scelse di interrompere le ferie e rientrare in Sicilia per stare accanto al suo superiore, in giorni in cui la minaccia di Cosa nostra contro gli investigatori era altissima. È ricordato per quella scelta di lealtà.
Qual è la data di nascita di Roberto Antiochia?
expand_more
La nascita risale al 7 Giugno 1962 a Terni.
Qual è la data di morte di Roberto Antiochia?
expand_more
La scomparsa risale al 6 Agosto 1985, a Palermo, all'età di 23 anni.
info
Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
(vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati.
Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze
o candele virtuali.