La vita di Agostino Catalano
Nacque a Palermo il 16 maggio 1949. Entrato in Polizia, prestò servizio nei Reparti mobili di Foggia, poi di Genova e infine della sua città, prima di essere assegnato alla Questura di Palermo. Con gli anni raggiunse il grado di assistente capo e superò le prove per accedere al corso da vicesovrintendente, che sarebbe dovuto cominciare nel settembre 1992.
Rimasto vedovo con tre figli ancora ragazzi, si era risposato nel 1991. Scelse il servizio scorte anche per far fronte alle esigenze della famiglia; abitualmente era assegnato alla protezione del gesuita Bartolomeo Sorge. Poche settimane prima della strage, a Mondello, aveva soccorso un bambino che stava per annegare.
Il 19 luglio 1992 era in ferie, ma fu chiamato a completare la scorta di Paolo Borsellino, di cui quel giorno era il capo. Nel pomeriggio il magistrato si recò a far visita alla madre in via Mariano D'Amelio: un'auto carica di esplosivo, parcheggiata davanti all'abitazione, fu fatta esplodere al suo arrivo. Morirono Borsellino e cinque agenti: Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sopravvisse soltanto l'agente Antonino Vullo. Erano trascorsi cinquantasette giorni dalla strage di Capaci.
Che cosa è cambiato, come viene ricordato
Dopo la strage il regime carcerario del 41-bis fu convertito in legge e l'esercito fu inviato in Sicilia con l'operazione Vespri siciliani. Le indagini su via D'Amelio sono state segnate da un grave depistaggio, accertato nel processo Borsellino quater, che ha portato alla revisione delle condanne inflitte a persone estranee; i vertici di Cosa nostra, a partire da Salvatore Riina, sono stati condannati all'ergastolo. La madre di Agostino Catalano, Emilia, dedicò gli anni successivi all'educazione alla legalità, incontrando gli studenti e raccontando in un libro la perdita del figlio e la scelta del perdono.
Luoghi della memoria
In via Mariano D'Amelio, a Palermo, un ulivo piantato sul luogo dell'esplosione ricorda Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta. Ogni 19 luglio la città vi celebra la commemorazione della strage, con le istituzioni, la Polizia di Stato, i familiari delle vittime e molte associazioni.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Agostino Catalano?
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Agostino Catalano era assistente capo della Polizia di Stato e, il 19 luglio 1992, guidava la scorta di Paolo Borsellino. Palermitano, quarantatré anni, padre di tre figli, quel giorno era in ferie ma fu richiamato in servizio per completare la squadra. Morì nella strage di via D'Amelio con il giudice e quattro colleghi.
Qual è la data di nascita di Agostino Catalano?
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La nascita risale al 16 Maggio 1949 a Palermo.
Qual è la data di morte di Agostino Catalano?
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La scomparsa risale al 19 Luglio 1992, a Palermo, all'età di 43 anni.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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