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Leone Ginzburg

Foto: Wikimedia Commons

Vittime di regimi e repressioni

Leone Ginzburg

04 Apr 1909 · Odessa 05 Feb 1944 · Roma

Leone Ginzburg era un letterato e slavista nato a Odessa e cresciuto a Torino, tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Antifascista, rifiutò il giuramento di fedeltà al regime, fu incarcerato e confinato. Dopo il 25 luglio 1943 guidò a Roma il giornale clandestino del Partito d'Azione; arrestato a novembre, morì nel carcere di Regina Coeli il 5 febbraio 1944.

Luogo

Roma (RM), Lazio

La vita di Leone Ginzburg

Nacque a Odessa il 4 aprile 1909 in una famiglia ebraica e arrivò in Italia da bambino. A Torino frequentò il liceo D'Azeglio, dove fu allievo di Augusto Monti e compagno di una generazione di futuri intellettuali antifascisti. Giovanissimo, tradusse dal russo Tolstoj, Gogol' e Puškin, e intraprese la carriera universitaria come libero docente di letteratura russa.

Nel 1933 fu tra i fondatori della casa editrice Einaudi, di cui divenne uno dei principali consulenti. L'anno seguente rifiutò di prestare il giuramento di fedeltà al fascismo richiesto ai docenti, rinunciando così all'insegnamento. Poco dopo fu arrestato con il gruppo torinese di Giustizia e Libertà e condannato a quattro anni di carcere, di cui ne scontò circa due. Nel 1938 sposò Natalia Levi, che sarebbe diventata la scrittrice Natalia Ginzburg.

Allo scoppio della guerra fu mandato al confino a Pizzoli, in Abruzzo, dove visse con la moglie e i figli fino al luglio 1943. Dopo la caduta di Mussolini si trasferì a Roma e diresse il giornale clandestino del Partito d'Azione, «L'Italia libera». Il 20 novembre 1943 fu arrestato nella tipografia del giornale. Riconosciuto, fu consegnato ai tedeschi e rinchiuso nel braccio di Regina Coeli da loro controllato, dove morì il 5 febbraio 1944 in seguito ai maltrattamenti subiti.

Riconoscimenti e intitolazioni

  • Cofondatore della casa editrice Einaudi nel 1933
  • Rifiuto del giuramento di fedeltà al regime fascista nel 1934
  • Traduzioni di classici russi, tra cui opere di Tolstoj, Gogol' e Puškin
  • Direttore del giornale clandestino «L'Italia libera» a Roma

Che cosa è cambiato, come viene ricordato

Il lavoro editoriale avviato con Giulio Einaudi, Cesare Pavese e gli altri amici torinesi plasmò per decenni la cultura italiana, e i suoi saggi critici furono raccolti e pubblicati dopo la guerra. Il ricordo di Leone Ginzburg è legato anche alle pagine che gli dedicò Natalia Ginzburg, in particolare in «Lessico famigliare» e nel testo «Inverno in Abruzzo». La sua figura è considerata un esempio dell'intreccio tra rigore intellettuale e scelta politica che caratterizzò l'antifascismo torinese.

Luoghi della memoria

Il carcere romano di Regina Coeli, dove morì, è legato al suo ricordo e a quello di molti altri antifascisti detenuti durante l'occupazione. Pizzoli, il paese abruzzese del confino, e Torino, la città della sua formazione, ne custodiscono la memoria.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Leone Ginzburg?

Leone Ginzburg era un letterato e slavista nato a Odessa e cresciuto a Torino, tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Antifascista, rifiutò il giuramento di fedeltà al regime, fu incarcerato e confinato. Dopo il 25 luglio 1943 guidò a Roma il giornale clandestino del Partito d'Azione; arrestato a novembre, morì nel carcere di Regina Coeli il 5 febbraio 1944.

Qual è la data di nascita di Leone Ginzburg?

La nascita risale al 4 Aprile 1909 a Odessa.

Qual è la data di morte di Leone Ginzburg?

La scomparsa risale al 5 Febbraio 1944, a Roma, all'età di 34 anni.

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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