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Vittorio Pozzo

Foto: Le Miroir des sports · CC BY-SA 4.0 · file

Sportivi

Vittorio Pozzo

02 Mar 1886 · Torino 21 Dic 1968 · Torino

Nessun altro commissario tecnico ha vinto due Mondiali: Vittorio Pozzo portò l'Italia al titolo nel 1934 e nel 1938, aggiungendo l'oro olimpico di Berlino nel 1936. Torinese, poliglotta, ufficiale degli alpini e giornalista, guidò la Nazionale per quasi vent'anni e contribuì in modo decisivo a fare del calcio uno sport popolare in Italia.

Luogo di sepoltura

Cimitero di Ponderano

Ponderano (BI), Piemonte

La vita di Vittorio Pozzo

Nacque a Torino nel 1886 in una famiglia originaria del Biellese. Da giovane studiò lingue all'estero, tra Svizzera, Francia e Inghilterra, e proprio oltremanica si appassionò al calcio, osservandone da vicino l'organizzazione e la tattica. Rientrato in Italia, fu tra i protagonisti dei primi anni del Torino e si occupò della squadra granata come dirigente.

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Nel 1912 guidò per la prima volta la Nazionale ai Giochi olimpici di Stoccolma. Durante la Prima guerra mondiale servì come ufficiale negli alpini, esperienza che segnò il suo carattere e il suo stile di comando. Nel dopoguerra alternò il lavoro in azienda all'attività sportiva, finché nel 1929 fu chiamato stabilmente alla guida della squadra azzurra.

Gli anni Trenta furono quelli dei grandi successi. L'Italia vinse il Mondiale casalingo del 1934, l'oro ai Giochi di Berlino del 1936 e il secondo titolo mondiale in Francia nel 1938, oltre a due edizioni della Coppa Internazionale, il torneo che riuniva le principali nazionali dell'Europa centrale. Pozzo adottava il cosiddetto metodo, un sistema di gioco solido e organizzato, e curava molto la preparazione morale del gruppo.

Lasciò la panchina azzurra nel 1948 e continuò a scrivere di calcio come giornalista per La Stampa, attività che aveva sempre affiancato a quella di tecnico. Morì nella sua Torino nel 1968, a ottantadue anni.

Carriera e risultati principali

  • Campionato del mondo 1934 – commissario tecnico dell'Italia
  • Oro olimpico ai Giochi di Berlino 1936
  • Campionato del mondo 1938 – commissario tecnico dell'Italia
  • Due edizioni della Coppa Internazionale
  • Commissario tecnico della Nazionale (1929-1948)
  • Giornalista sportivo per La Stampa

Perché è ancora ricordato

Il primato di Pozzo come unico allenatore capace di vincere due Mondiali resiste da quasi novant'anni ed è il dato più citato quando si parla della sua figura. Fu uno dei primi a concepire il ruolo del commissario tecnico in senso moderno, curando preparazione atletica, studio degli avversari e coesione della squadra. A Biella, terra delle sue origini familiari, lo stadio cittadino porta il suo nome, e la sua figura è stata oggetto di libri e ricostruzioni storiche sul calcio tra le due guerre.

Dove riposa Vittorio Pozzo

Vittorio Pozzo è sepolto nel cimitero di Ponderano, piccolo comune del Biellese da cui proveniva la sua famiglia. Pur essendo nato e morto a Torino, scelse di tornare alle radici familiari, in una terra a cui rimase legato per tutta la vita. Il luogo, lontano dai grandi stadi, rispecchia la sobrietà del personaggio.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Vittorio Pozzo?

Nessun altro commissario tecnico ha vinto due Mondiali: Vittorio Pozzo portò l'Italia al titolo nel 1934 e nel 1938, aggiungendo l'oro olimpico di Berlino nel 1936. Torinese, poliglotta, ufficiale degli alpini e giornalista, guidò la Nazionale per quasi vent'anni e contribuì in modo decisivo a fare del calcio uno sport popolare in Italia.

Qual è la data di nascita di Vittorio Pozzo?

La nascita risale al 2 Marzo 1886 a Torino.

Qual è la data di morte di Vittorio Pozzo?

La scomparsa risale al 21 Dicembre 1968, a Torino, all'età di 82 anni.

Dove riposa Vittorio Pozzo?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero di Ponderano.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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