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Nicola Pietrangeli

Foto: User:Blackcat · CC BY-SA 2.0 · file

Sportivi

Nicola Pietrangeli

11 Set 1933 · Tunisi 01 Dic 2025 · Roma

Il tennis italiano ha avuto in Nicola Pietrangeli il suo primo grande campione internazionale. Vinse due volte il Roland Garros, giocò in Coppa Davis più di chiunque altro e da capitano guidò l'Italia alla conquista dell'insalatiera nel 1976. Elegante dentro e fuori dal campo, è stato per decenni il volto del tennis nel nostro Paese. È morto a Roma nel 2025.

Luogo di sepoltura

Roma — funerali alla Gran Madre di Dio (Ponte Milvio)

Roma (RM), Lazio

La vita di Nicola Pietrangeli

Nacque a Tunisi l'11 settembre 1933, da padre italiano e madre russa. Dopo la Seconda guerra mondiale la famiglia lasciò la Tunisia e si stabilì a Roma, dove il giovane Nicola cominciò a giocare a tennis nei circoli della capitale, coltivando nello stesso tempo una passione per il calcio.

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Il suo gioco, fatto di tocco, intelligenza e grande talento sulla terra battuta, lo portò ai vertici negli anni Cinquanta e Sessanta. Vinse il Roland Garros in singolare nel 1959 e nel 1960, e a Parigi conquistò anche il titolo di doppio maschile in coppia con Orlando Sirola. Si impose due volte agli Internazionali d'Italia, nel 1957 e nel 1961, e nel 1960 raggiunse la semifinale a Wimbledon.

Con la maglia azzurra disputò un numero di incontri di Coppa Davis rimasto ineguagliato, trascinando l'Italia a due finali consecutive, nel 1960 e nel 1961, entrambe perse contro l'Australia. Il successo arrivò più tardi, da capitano non giocatore: nel 1976 guidò la squadra di Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli alla vittoria della Coppa Davis in Cile.

Dopo il ritiro rimase una presenza costante nel mondo del tennis, commentatore arguto e memoria storica del movimento. È morto a Roma il 1° dicembre 2025, a novantadue anni.

Carriera e risultati principali

  • Roland Garros, singolare – vincitore nel 1959 e nel 1960
  • Roland Garros, doppio maschile con Orlando Sirola (1959)
  • Internazionali d'Italia – vincitore nel 1957 e nel 1961
  • Record di incontri disputati e vinti in Coppa Davis
  • Capitano dell'Italia vincitrice della Coppa Davis 1976

Perché è ancora ricordato

Pietrangeli ha aperto la strada a tutte le generazioni successive del tennis italiano, fino ai campioni di oggi. Lo storico campo del Foro Italico circondato dalle statue di marmo porta il suo nome da quando era ancora in vita, e accanto alla sua bara, durante la camera ardente, era esposto il trofeo della Davis del 1976. È membro dell'International Tennis Hall of Fame ed è ricordato come la figura che più di ogni altra ha rappresentato il tennis italiano nel Novecento.

Dove riposa Nicola Pietrangeli

L'ultimo saluto a Nicola Pietrangeli si è svolto a Roma: la camera ardente è stata allestita al Foro Italico, il luogo dei suoi trionfi, e i funerali sono stati celebrati nella chiesa della Gran Madre di Dio, a Ponte Milvio, con la partecipazione di campioni, dirigenti e appassionati. Il luogo di sepoltura non è stato reso pubblico.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Nicola Pietrangeli?

Il tennis italiano ha avuto in Nicola Pietrangeli il suo primo grande campione internazionale. Vinse due volte il Roland Garros, giocò in Coppa Davis più di chiunque altro e da capitano guidò l'Italia alla conquista dell'insalatiera nel 1976. Elegante dentro e fuori dal campo, è stato per decenni il volto del tennis nel nostro Paese. È morto a Roma nel 2025.

Qual è la data di nascita di Nicola Pietrangeli?

La nascita risale al 11 Settembre 1933 a Tunisi.

Qual è la data di morte di Nicola Pietrangeli?

La scomparsa risale al 1 Dicembre 2025, a Roma, all'età di 92 anni.

Dove riposa Nicola Pietrangeli?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Roma — funerali alla Gran Madre di Dio (Ponte Milvio).

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

Le fonti sono di pubblico dominio o pubblicate con licenze libere (Creative Commons). I dati sono soggetti a verifica continua e possono essere aggiornati.

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