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Mario Corso

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Sportivi

Mario Corso

25 Ago 1941 · Verona 20 Giu 2020 · Milano

Mancino di classe purissima, Mario Corso fu uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera, la squadra che negli anni sessanta conquistò l'Italia, l'Europa e il mondo. I tifosi lo chiamavano Mandrake per le giocate imprevedibili, e le sue punizioni a foglia morta sono rimaste nella memoria del calcio italiano.

Luogo di sepoltura

Cimitero Maggiore di Milano

Milano (MI), Lombardia

La vita di Mario Corso

Mario Corso nacque a Verona nel 1941 e mosse i primi passi da calciatore nella sua città. Giovanissimo, alla fine degli anni cinquanta, fu acquistato dall'Inter, dove esordì giovanissimo e rimase per oltre quindici stagioni, diventando una bandiera del club nerazzurro.

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Con l'arrivo in panchina di Helenio Herrera, l'Inter costruì un ciclo vincente rimasto nella storia. Corso, ala sinistra dal tocco raffinato, era l'estro di una squadra famosa per l'organizzazione e la solidità: con i compagni vinse quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Il suo marchio di fabbrica erano i calci di punizione che scavalcavano la barriera e scendevano improvvisamente, chiamati a foglia morta.

Giocatore dal carattere indipendente, ebbe un rapporto non sempre facile con i tecnici e con la Nazionale, in cui collezionò un numero di presenze inferiore al suo talento. Nel 1973 lasciò l'Inter e chiuse la carriera al Genoa.

Dopo il ritiro intraprese la carriera di allenatore, guidando diverse squadre tra serie A e categorie inferiori. Anche da allenatore conservò la fama di uomo schietto e poco incline ai compromessi. Rimase legato all'ambiente interista e alla città di Milano, dove morì nel giugno del 2020, a 78 anni.

Carriera e risultati principali

  • Quattro scudetti con l'Inter (1963, 1965, 1966, 1971)
  • Due Coppe dei Campioni con l'Inter (1964, 1965)
  • Due Coppe Intercontinentali con l'Inter (1964, 1965)
  • Le celebri punizioni a foglia morta
  • Ultime stagioni da calciatore al Genoa

Perché è ancora ricordato

Corso è ricordato come uno dei giocatori più talentuosi della storia dell'Inter e del calcio italiano degli anni sessanta. La definizione di punizione a foglia morta è entrata nel linguaggio calcistico, spesso associata proprio al suo nome. Per i tifosi nerazzurri resta il simbolo della fantasia all'interno di una squadra leggendaria, accanto ai compagni con cui condivise i trionfi di quegli anni.

Dove riposa Mario Corso

Mario Corso riposa nel Cimitero Maggiore di Milano, la città dove trascorse gran parte della vita e dove giocò le sue stagioni migliori con la maglia dell'Inter. Il grande cimitero milanese, nel quartiere di Musocco, accoglie così uno dei campioni più amati dalla tifoseria nerazzurra.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Mario Corso?

Mancino di classe purissima, Mario Corso fu uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera, la squadra che negli anni sessanta conquistò l'Italia, l'Europa e il mondo. I tifosi lo chiamavano Mandrake per le giocate imprevedibili, e le sue punizioni a foglia morta sono rimaste nella memoria del calcio italiano.

Qual è la data di nascita di Mario Corso?

La nascita risale al 25 Agosto 1941 a Verona.

Qual è la data di morte di Mario Corso?

La scomparsa risale al 20 Giugno 2020, a Milano, all'età di 78 anni.

Dove riposa Mario Corso?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero Maggiore di Milano.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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