La vita di Livio Berruti
Nacque a Torino il 19 maggio 1939. Da ragazzo pensava al tennis, ma i primi risultati nella corsa lo convinsero a dedicarsi all'atletica. Nel 1957, a diciotto anni, eguagliò il record italiano dei 100 metri che resisteva da quasi vent'anni, segnalandosi come il velocista più promettente del Paese.
Ai Giochi olimpici di Roma del 1960 arrivò a ventun anni. In semifinale corse i 200 metri in 20 secondi e 5 decimi, eguagliando il record del mondo, e in finale ripeté lo stesso tempo, precedendo lo statunitense Lester Carney e il francese Abdoulaye Seye. La sua corsa elegante in curva, gli occhiali da sole e l'aria composta ne fecero un personaggio amatissimo, simbolo di un'Italia che guardava al futuro.
Quattro anni dopo, ai Giochi di Tokyo, fu quinto nella finale dei 200 metri, primo tra gli europei. Lasciò le gare nel 1969. Intanto si era laureato in chimica e, chiusa la carriera sportiva, lavorò nella pubblicità e poi alla FIAT fino alla fine degli anni Novanta, restando sempre una presenza discreta ma attenta nel mondo dello sport.
Nel 2006 fu tra gli atleti italiani che portarono la bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino. Si è spento nella sua città nell'agosto del 2026, a ottantasette anni, dopo una breve malattia.
Carriera e risultati principali
- sports_soccerOro olimpico nei 200 metri a Roma 1960, in 20"5
- sports_soccerRecord del mondo dei 200 metri eguagliato in semifinale a Roma 1960
- sports_soccerQuinto nella finale dei 200 metri a Tokyo 1964
- sports_soccerRecord italiano dei 100 metri eguagliato nel 1957
Perché è ancora ricordato
Per decenni Berruti è stato il punto di riferimento della velocità italiana, il campione con cui si sono misurati Pietro Mennea e le generazioni successive. Alla notizia della sua morte la nazionale di atletica ha gareggiato con il lutto al braccio e il presidente Sergio Mattarella lo ha definito una figura altamente rappresentativa dello sport italiano. La sua immagine con gli occhiali scuri sul traguardo dell'Olimpico è tra le più note della storia sportiva del Paese.
Dove riposa Livio Berruti
Le esequie di Livio Berruti si sono svolte in forma riservata, per volontà della famiglia. Il luogo indicato per la sua memoria è Stroppiana, piccolo comune della pianura vercellese. Nel rispetto della scelta dei familiari non sono stati diffusi altri dettagli sulla sepoltura.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Livio Berruti?
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Il 3 settembre 1960, sulla pista dello Stadio Olimpico, un ventunenne torinese con gli occhiali scuri e i calzini bianchi vinse i 200 metri dei Giochi di Roma. Livio Berruti fu il primo atleta non nordamericano a conquistare l'oro olimpico su quella distanza e divenne uno dei simboli dell'Italia del boom. È morto nel 2026.
Qual è la data di nascita di Livio Berruti?
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La nascita risale al 19 Maggio 1939 a Torino.
Qual è la data di morte di Livio Berruti?
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La scomparsa risale al 9 Agosto 2026, a Torino, all'età di 87 anni.
Dove riposa Livio Berruti?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Stroppiana (VC) — esequie in forma riservata.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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