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Achille Compagnoni

Foto: Lino Lacedelli · Public domain · file

Sportivi

Achille Compagnoni

26 Set 1914 · Santa Caterina Valfurva 13 Mag 2009 · Aosta

Il nome di Achille Compagnoni è inciso nella storia dell'alpinismo italiano accanto a quello di Lino Lacedelli: il 31 luglio 1954 i due furono i primi uomini a raggiungere la vetta del K2, la seconda montagna della Terra. Valtellinese, guida alpina e maestro di sci, visse per oltre mezzo secolo nel ricordo di quell'impresa, che gli diede fama e insieme lunghe polemiche.

Luogo di sepoltura

Cimitero di Santa Caterina Valfurva

Valfurva (SO), Lombardia

La vita di Achille Compagnoni

Nacque nel 1914 a Santa Caterina Valfurva, in alta Valtellina, e crebbe tra le montagne del gruppo Ortles-Cevedale. Fin da giovane praticò lo sci e l'alpinismo, attività che divennero anche il suo lavoro: fu istruttore della Scuola militare alpina di Aosta e poi guida alpina e maestro di sci a Cervinia, ai piedi del Cervino.

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Nel 1954 fu tra gli alpinisti scelti da Ardito Desio per la spedizione italiana al K2, nel Karakorum. Dopo settimane di lavoro per allestire i campi, il 31 luglio raggiunse la cima insieme a Lacedelli: fu la prima salita assoluta della montagna e la notizia ebbe in Italia un'eco enorme, in un Paese che usciva dagli anni difficili del dopoguerra.

Nei decenni successivi la ricostruzione delle ultime fasi dell'ascensione divenne oggetto di una lunga controversia con Walter Bonatti, che contestava la versione ufficiale sul posizionamento dell'ultimo campo e sull'ossigeno. La vicenda accompagnò Compagnoni per il resto della vita, senza cancellare il valore storico della salita.

Negli anni della maturità continuò a vivere a Cervinia, dove gestì un piccolo albergo. Nel 2003 fu nominato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Morì ad Aosta nel 2009, a novantaquattro anni.

Carriera e risultati principali

  • Prima salita del K2 (31 luglio 1954) – con Lino Lacedelli
  • Spedizione italiana al K2 guidata da Ardito Desio (1954)
  • Istruttore alla Scuola militare alpina di Aosta
  • Guida alpina e maestro di sci a Cervinia
  • Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica (2003)

Perché è ancora ricordato

La salita del K2 del 1954 è considerata una delle imprese simbolo dell'Italia del dopoguerra e Compagnoni ne resta uno dei due protagonisti. Fotografie, cimeli e materiali di quella spedizione sono stati esposti in mostre e musei dedicati alla montagna, e la data del 31 luglio viene ricordata a ogni anniversario. La lunga disputa sul K2, oggi ricostruita in modo più completo, ha contribuito a una riflessione sul modo in cui si raccontano le grandi imprese collettive.

Dove riposa Achille Compagnoni

Achille Compagnoni riposa nel cimitero di Santa Caterina Valfurva, il paese dell'alta Valtellina in cui era nato e dove aveva imparato a sciare e arrampicare. Il ritorno alle montagne d'origine, dopo una vita trascorsa in gran parte in Valle d'Aosta, chiude idealmente il percorso di un uomo che restò sempre legato alla sua valle.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Achille Compagnoni?

Il nome di Achille Compagnoni è inciso nella storia dell'alpinismo italiano accanto a quello di Lino Lacedelli: il 31 luglio 1954 i due furono i primi uomini a raggiungere la vetta del K2, la seconda montagna della Terra. Valtellinese, guida alpina e maestro di sci, visse per oltre mezzo secolo nel ricordo di quell'impresa, che gli diede fama e insieme lunghe polemiche.

Qual è la data di nascita di Achille Compagnoni?

La nascita risale al 26 Settembre 1914 a Santa Caterina Valfurva.

Qual è la data di morte di Achille Compagnoni?

La scomparsa risale al 13 Maggio 2009, a Aosta, all'età di 94 anni.

Dove riposa Achille Compagnoni?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero di Santa Caterina Valfurva.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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