La vita di Antonio Pennacchi
Nacque a Latina nel 1950, quando la città fondata dal regime fascista con il nome di Littoria aveva meno di vent'anni. Crebbe in una famiglia numerosa, arrivata nella pianura pontina negli anni della bonifica, e quella storia di migrazione interna sarebbe diventata il centro della sua opera.
Da giovane attraversò la politica con irruenza, passando dalla destra all'estrema sinistra, e lavorò per circa trent'anni come operaio in una fabbrica di cavi di Latina, impegnandosi anche nel sindacato. Durante un periodo di cassa integrazione riprese gli studi e si laureò in Lettere. Arrivò alla pubblicazione relativamente tardi, dopo molti rifiuti editoriali: il primo romanzo, Mammut, uscì nel 1994 e raccontava proprio la vita in fabbrica.
Il successo arrivò con Il fasciocomunista, del 2003, romanzo in parte autobiografico da cui Daniele Luchetti trasse il film Mio fratello è figlio unico. Nel 2010 Canale Mussolini, grande saga familiare ambientata tra le paludi bonificate, vinse il Premio Strega e lo impose al grande pubblico; nel 2015 ne pubblicò una seconda parte. Si dedicò anche allo studio delle città di fondazione, raccontandole in reportage e saggi.
Rimase sempre a Latina, città che aveva difeso e raccontato con passione polemica. Lì morì il 3 agosto 2021, a settantun anni.
Opere principali
- auto_storiesMammut (1994) – romanzo d'esordio sulla vita in fabbrica
- auto_storiesIl fasciocomunista (2003) – da cui il film Mio fratello è figlio unico (2007)
- auto_storiesCanale Mussolini (2010) – Premio Strega
- auto_storiesCanale Mussolini. Parte seconda (2015)
Perché è ancora ricordato
Pennacchi ha dato voce letteraria a un pezzo di storia italiana a lungo trascurato, quello delle città di fondazione e dei coloni dell'Agro Pontino, contribuendo a farne oggetto di discussione pubblica senza nostalgie ma anche senza rimozioni. Canale Mussolini è ormai considerato un classico contemporaneo, letto ben oltre i confini del Lazio. La sua figura di operaio-scrittore, polemico e appassionato, resta un caso raro nella letteratura italiana recente.
Dove riposa Antonio Pennacchi
Per sua volontà Antonio Pennacchi fu cremato dopo la morte, avvenuta a Latina. Non è stato indicato pubblicamente un luogo di sepoltura delle ceneri. La sua memoria resta inseparabile da Latina e dalla pianura pontina, la città e il paesaggio che aveva raccontato per tutta la vita e che, nei suoi libri, sono diventati luoghi letterari.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Antonio Pennacchi?
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Antonio Pennacchi è stato operaio per trent'anni prima di diventare uno degli scrittori italiani più originali della sua generazione. Con Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega nel 2010, ha raccontato l'epopea della bonifica dell'Agro Pontino e delle famiglie venete e friulane che vi si trasferirono, cioè la storia della sua stessa terra.
Qual è la data di nascita di Antonio Pennacchi?
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La nascita risale al 26 Gennaio 1950 a Latina.
Qual è la data di morte di Antonio Pennacchi?
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La scomparsa risale al 3 Agosto 2021, a Latina, all'età di 71 anni.
Dove riposa Antonio Pennacchi?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cremazione — Latina (LT), Lazio.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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