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Vittorio De Sica

Foto: Harry Pot for Anefo ]] · CC BY-SA 3.0 nl · file

Attori e registi

Vittorio De Sica

07 Lug 1901 · Sora 13 Nov 1974 · Neuilly-sur-Seine

Attore amatissimo del cinema degli anni Trenta e poi regista tra i più importanti del dopoguerra, Vittorio De Sica ha attraversato quasi mezzo secolo di storia italiana davanti e dietro la macchina da presa. Con Cesare Zavattini firmò alcuni capolavori del neorealismo, premiati complessivamente con quattro Oscar. Ladri di biciclette è ancora oggi considerato uno dei film più importanti di sempre.

Luogo di sepoltura

Cimitero del Verano

Roma (RM), Lazio

La vita di Vittorio De Sica

Nato a Sora nel 1901, trascorse l'infanzia tra Napoli e Roma, in una famiglia di condizioni modeste. Iniziò giovanissimo a recitare e negli anni Venti si affermò in teatro come attore brillante. Il successo popolare arrivò con il cinema: Gli uomini, che mascalzoni... di Mario Camerini lo trasformò nel giovanotto simpatico per eccellenza, anche grazie alla canzone Parlami d'amore Mariù.

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All'inizio degli anni Quaranta passò alla regia. Con I bambini ci guardano cominciò il lungo sodalizio con lo sceneggiatore Cesare Zavattini, da cui nacquero Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano e Umberto D.: storie di bambini, disoccupati e anziani raccontate con attori spesso non professionisti e girate nelle strade, che fecero del neorealismo un riferimento per il cinema mondiale.

Negli anni successivi alternò regia e recitazione. Come attore fu protagonista della serie Pane, amore e fantasia e di Il generale Della Rovere di Rossellini; come regista diresse Sophia Loren in La ciociara, che valse all'attrice l'Oscar, e in Ieri, oggi, domani. Nel 1970 Il giardino dei Finzi-Contini, tratto dal romanzo di Giorgio Bassani, gli portò l'ultimo Oscar.

Morì nel 1974 a Neuilly-sur-Seine, vicino a Parigi. Dei suoi figli, Christian ha proseguito la carriera di attore e Manuel quella di compositore.

Opere principali

  • Sciuscià (1946) – Oscar onorario
  • Ladri di biciclette (1948) – Oscar onorario
  • Miracolo a Milano (1951) – Gran Premio a Cannes
  • Umberto D. (1952)
  • La ciociara (1960)
  • Il giardino dei Finzi-Contini (1970) – Oscar al miglior film straniero

Perché è ancora ricordato

Ladri di biciclette compare con costanza nelle classifiche dei film più importanti di sempre ed è stato un modello dichiarato per registi di diverse generazioni e paesi. Lo sguardo di De Sica sugli ultimi, attento e mai retorico, resta uno dei fondamenti del cinema d'autore. Sora, la sua città natale, ne ricorda la figura con iniziative e intitolazioni, e i suoi film sono stati oggetto di numerosi restauri.

Dove riposa Vittorio De Sica

De Sica riposa a Roma, nel Cimitero del Verano, la città dove aveva vissuto e lavorato per gran parte della vita e dove aveva girato i suoi film più celebri. Le strade romane del dopoguerra, protagoniste di Sciuscià e Ladri di biciclette, rendono la scelta del luogo particolarmente coerente con la sua storia.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Vittorio De Sica?

Attore amatissimo del cinema degli anni Trenta e poi regista tra i più importanti del dopoguerra, Vittorio De Sica ha attraversato quasi mezzo secolo di storia italiana davanti e dietro la macchina da presa. Con Cesare Zavattini firmò alcuni capolavori del neorealismo, premiati complessivamente con quattro Oscar. Ladri di biciclette è ancora oggi considerato uno dei film più importanti di sempre.

Qual è la data di nascita di Vittorio De Sica?

La nascita risale al 7 Luglio 1901 a Sora.

Qual è la data di morte di Vittorio De Sica?

La scomparsa risale al 13 Novembre 1974, a Neuilly-sur-Seine, all'età di 73 anni.

Dove riposa Vittorio De Sica?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero del Verano — Roma (RM), Lazio.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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