La vita di Vittorio Gregotti
Nato a Novara il 10 agosto 1927, si laureò in architettura al Politecnico di Milano nei primi anni Cinquanta. Si formò nell'ambiente di Ernesto Nathan Rogers e della rivista Casabella-Continuità, collaborando a lungo con Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1966 pubblicò Il territorio dell'architettura, un saggio destinato a diventare un testo di riferimento per chi pensava il progetto come lettura del paesaggio.
Nel 1974 fondò lo studio Gregotti Associati, con cui lavorò su grandi scale e in molti paesi. Tra i progetti più noti figurano l'Università della Calabria ad Arcavacata, il quartiere Zen a Palermo, la ristrutturazione dello stadio Luigi Ferraris di Genova e dello stadio olimpico di Montjuïc a Barcellona per i Giochi del 1992, il Centro Cultural de Belém a Lisbona e, a Milano, la trasformazione dell'area industriale della Bicocca, con il Teatro degli Arcimboldi.
Alla professione affiancò l'insegnamento, soprattutto all'Istituto universitario di architettura di Venezia, e un'intensa attività critica: diresse Casabella dal 1982 al 1996 e scrisse a lungo per i quotidiani, intervenendo spesso con toni severi sul dibattito architettonico contemporaneo. Negli anni Settanta guidò anche il settore arti visive e architettura della Biennale di Venezia. Morì a Milano il 15 marzo 2020, a 92 anni.
Opere principali
- paletteIl territorio dell'architettura (1966) – saggio
- paletteUniversità della Calabria, Arcavacata di Rende
- paletteStadio olimpico di Montjuïc, Barcellona – ristrutturazione per i Giochi del 1992
- paletteCentro Cultural de Belém, Lisbona
- paletteProgetto Bicocca e Teatro degli Arcimboldi, Milano
- paletteDirezione di Casabella (1982-1996)
Perché è ancora ricordato
Le sue opere segnano ancora il paesaggio di diverse città europee, e alcune, come lo Zen di Palermo, restano al centro di discussioni su quanto l'architettura possa incidere sulla vita sociale di un quartiere. Le sue idee sul rapporto tra progetto e territorio sono studiate nelle scuole di architettura, e la stagione di Casabella sotto la sua direzione è considerata una delle più autorevoli della rivista. Per generazioni di studenti fu un maestro esigente.
Dove riposa Vittorio Gregotti
Il luogo di sepoltura di Vittorio Gregotti non è stato reso pubblico. Novarese di nascita, aveva fatto di Milano la sua città d'elezione: qui aveva studiato, aperto il proprio studio e realizzato alcuni dei progetti più importanti, come la trasformazione della Bicocca, che ancora oggi porta il segno del suo lavoro.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Vittorio Gregotti?
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Architetto, urbanista, docente e polemista, Vittorio Gregotti fu una delle figure centrali dell'architettura italiana della seconda metà del Novecento. Progettò università, quartieri, teatri e stadi in Italia e all'estero, diresse per anni la rivista Casabella e teorizzò un'architettura attenta al territorio, alla geografia e alla storia dei luoghi, opposta alle mode e ai gesti spettacolari.
Qual è la data di nascita di Vittorio Gregotti?
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La nascita risale al 10 Agosto 1927 a Novara.
Qual è la data di morte di Vittorio Gregotti?
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La scomparsa risale al 15 Marzo 2020, a Milano, all'età di 92 anni.
Dove riposa Vittorio Gregotti?
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Il luogo esatto di sepoltura non è stato reso pubblico; il comune di riferimento è Milano (MI), Lombardia.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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