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Vittorio Gregotti

Foto: Adriano Alecchi (Mondadori Publishers) · Public domain · file

Artisti

Vittorio Gregotti

10 Ago 1927 · Novara 15 Mar 2020 · Milano

Architetto, urbanista, docente e polemista, Vittorio Gregotti fu una delle figure centrali dell'architettura italiana della seconda metà del Novecento. Progettò università, quartieri, teatri e stadi in Italia e all'estero, diresse per anni la rivista Casabella e teorizzò un'architettura attenta al territorio, alla geografia e alla storia dei luoghi, opposta alle mode e ai gesti spettacolari.

Luogo di sepoltura

Milano (MI), Lombardia

La vita di Vittorio Gregotti

Nato a Novara il 10 agosto 1927, si laureò in architettura al Politecnico di Milano nei primi anni Cinquanta. Si formò nell'ambiente di Ernesto Nathan Rogers e della rivista Casabella-Continuità, collaborando a lungo con Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1966 pubblicò Il territorio dell'architettura, un saggio destinato a diventare un testo di riferimento per chi pensava il progetto come lettura del paesaggio.

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Nel 1974 fondò lo studio Gregotti Associati, con cui lavorò su grandi scale e in molti paesi. Tra i progetti più noti figurano l'Università della Calabria ad Arcavacata, il quartiere Zen a Palermo, la ristrutturazione dello stadio Luigi Ferraris di Genova e dello stadio olimpico di Montjuïc a Barcellona per i Giochi del 1992, il Centro Cultural de Belém a Lisbona e, a Milano, la trasformazione dell'area industriale della Bicocca, con il Teatro degli Arcimboldi.

Alla professione affiancò l'insegnamento, soprattutto all'Istituto universitario di architettura di Venezia, e un'intensa attività critica: diresse Casabella dal 1982 al 1996 e scrisse a lungo per i quotidiani, intervenendo spesso con toni severi sul dibattito architettonico contemporaneo. Negli anni Settanta guidò anche il settore arti visive e architettura della Biennale di Venezia. Morì a Milano il 15 marzo 2020, a 92 anni.

Opere principali

  • Il territorio dell'architettura (1966) – saggio
  • Università della Calabria, Arcavacata di Rende
  • Stadio olimpico di Montjuïc, Barcellona – ristrutturazione per i Giochi del 1992
  • Centro Cultural de Belém, Lisbona
  • Progetto Bicocca e Teatro degli Arcimboldi, Milano
  • Direzione di Casabella (1982-1996)

Perché è ancora ricordato

Le sue opere segnano ancora il paesaggio di diverse città europee, e alcune, come lo Zen di Palermo, restano al centro di discussioni su quanto l'architettura possa incidere sulla vita sociale di un quartiere. Le sue idee sul rapporto tra progetto e territorio sono studiate nelle scuole di architettura, e la stagione di Casabella sotto la sua direzione è considerata una delle più autorevoli della rivista. Per generazioni di studenti fu un maestro esigente.

Dove riposa Vittorio Gregotti

Il luogo di sepoltura di Vittorio Gregotti non è stato reso pubblico. Novarese di nascita, aveva fatto di Milano la sua città d'elezione: qui aveva studiato, aperto il proprio studio e realizzato alcuni dei progetti più importanti, come la trasformazione della Bicocca, che ancora oggi porta il segno del suo lavoro.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Vittorio Gregotti?

Architetto, urbanista, docente e polemista, Vittorio Gregotti fu una delle figure centrali dell'architettura italiana della seconda metà del Novecento. Progettò università, quartieri, teatri e stadi in Italia e all'estero, diresse per anni la rivista Casabella e teorizzò un'architettura attenta al territorio, alla geografia e alla storia dei luoghi, opposta alle mode e ai gesti spettacolari.

Qual è la data di nascita di Vittorio Gregotti?

La nascita risale al 10 Agosto 1927 a Novara.

Qual è la data di morte di Vittorio Gregotti?

La scomparsa risale al 15 Marzo 2020, a Milano, all'età di 92 anni.

Dove riposa Vittorio Gregotti?

Il luogo esatto di sepoltura non è stato reso pubblico; il comune di riferimento è Milano (MI), Lombardia.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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