La vita di Beato Angelico
Guido di Pietro nacque intorno al 1395 nel Mugello, nel territorio di Vicchio. Già attivo come pittore a Firenze, intorno ai vent'anni entrò nell'ordine domenicano nel convento di San Domenico di Fiesole, prendendo il nome di fra Giovanni da Fiesole. La sua bottega lavorò a lungo per i conventi dell'ordine e per committenti fiorentini, producendo pale d'altare, tavole e codici miniati.
Negli anni Trenta del Quattrocento la sua pittura si aprì alle novità di Masaccio e di Brunelleschi: lo spazio divenne più misurato e le figure più solide, pur conservando colori luminosi e un'atmosfera di raccoglimento. Opere come la Deposizione per la chiesa di Santa Trinita e le diverse Annunciazioni testimoniano questa sintesi.
Quando Cosimo de' Medici finanziò la ricostruzione del convento di San Marco, affidato ai domenicani, l'Angelico e i suoi collaboratori ne affrescarono il chiostro, la sala capitolare, i corridoi e le celle dei frati, con scene essenziali pensate per la meditazione. Tra queste, l'Annunciazione in cima allo scalone è una delle sue immagini più celebri.
Negli anni successivi fu chiamato a Roma dai papi: per Niccolò V decorò la cappella privata del pontefice in Vaticano, nota come Cappella Niccolina, e lavorò anche a Orvieto. Morì a Roma nel febbraio del 1455.
Opere principali
- paletteAffreschi del convento di San Marco – Firenze
- paletteAnnunciazione del corridoio nord – convento di San Marco, Firenze
- paletteDeposizione di Santa Trinita – Museo di San Marco, Firenze
- paletteAnnunciazione – Museo del Prado, Madrid
- paletteCappella Niccolina – Palazzi Vaticani
- paletteIncoronazione della Vergine – Museo del Louvre, Parigi
Perché è ancora ricordato
Il convento di San Marco, trasformato in museo, conserva oggi la più ampia raccolta di opere dell'Angelico ed è una delle tappe fondamentali per chi visita Firenze. Il nome con cui è conosciuto, legato alla dolcezza della sua pittura, gli fu attribuito dalla tradizione; nel 1982 papa Giovanni Paolo II ne confermò ufficialmente il culto di beato e due anni dopo lo proclamò patrono universale degli artisti. La sua memoria liturgica ricorre il 18 febbraio.
Dove riposa Beato Angelico
Beato Angelico è sepolto a Roma nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, la principale chiesa domenicana della città, vicino a quel convento in cui trascorse gli ultimi tempi. La lastra tombale lo raffigura disteso con l'abito dell'ordine. La sepoltura è meta di artisti e fedeli, anche per il suo ruolo di patrono degli artisti.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Beato Angelico?
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Frate domenicano e pittore, Beato Angelico seppe unire la luminosità della tradizione gotica con le novità prospettiche del primo Rinascimento fiorentino. Gli affreschi che dipinse per le celle del convento di San Marco a Firenze sono tra le immagini più intense dell'arte sacra europea, e la Chiesa lo ha proclamato beato e patrono degli artisti.
Qual è la data di nascita di Beato Angelico?
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La nascita risale al 1 Gennaio 1395 a Vicchio.
Qual è la data di morte di Beato Angelico?
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La scomparsa risale al 18 Febbraio 1455, a Roma, all'età di 60 anni.
Dove riposa Beato Angelico?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Roma.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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