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Beato Angelico

Foto: Luca Signorelli · Public domain · file

Artisti

Beato Angelico

01 Gen 1395 · Vicchio 18 Feb 1455 · Roma

Frate domenicano e pittore, Beato Angelico seppe unire la luminosità della tradizione gotica con le novità prospettiche del primo Rinascimento fiorentino. Gli affreschi che dipinse per le celle del convento di San Marco a Firenze sono tra le immagini più intense dell'arte sacra europea, e la Chiesa lo ha proclamato beato e patrono degli artisti.

Luogo di sepoltura

Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Roma

Roma (RM), Lazio

La vita di Beato Angelico

Guido di Pietro nacque intorno al 1395 nel Mugello, nel territorio di Vicchio. Già attivo come pittore a Firenze, intorno ai vent'anni entrò nell'ordine domenicano nel convento di San Domenico di Fiesole, prendendo il nome di fra Giovanni da Fiesole. La sua bottega lavorò a lungo per i conventi dell'ordine e per committenti fiorentini, producendo pale d'altare, tavole e codici miniati.

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Negli anni Trenta del Quattrocento la sua pittura si aprì alle novità di Masaccio e di Brunelleschi: lo spazio divenne più misurato e le figure più solide, pur conservando colori luminosi e un'atmosfera di raccoglimento. Opere come la Deposizione per la chiesa di Santa Trinita e le diverse Annunciazioni testimoniano questa sintesi.

Quando Cosimo de' Medici finanziò la ricostruzione del convento di San Marco, affidato ai domenicani, l'Angelico e i suoi collaboratori ne affrescarono il chiostro, la sala capitolare, i corridoi e le celle dei frati, con scene essenziali pensate per la meditazione. Tra queste, l'Annunciazione in cima allo scalone è una delle sue immagini più celebri.

Negli anni successivi fu chiamato a Roma dai papi: per Niccolò V decorò la cappella privata del pontefice in Vaticano, nota come Cappella Niccolina, e lavorò anche a Orvieto. Morì a Roma nel febbraio del 1455.

Opere principali

  • Affreschi del convento di San Marco – Firenze
  • Annunciazione del corridoio nord – convento di San Marco, Firenze
  • Deposizione di Santa Trinita – Museo di San Marco, Firenze
  • Annunciazione – Museo del Prado, Madrid
  • Cappella Niccolina – Palazzi Vaticani
  • Incoronazione della Vergine – Museo del Louvre, Parigi

Perché è ancora ricordato

Il convento di San Marco, trasformato in museo, conserva oggi la più ampia raccolta di opere dell'Angelico ed è una delle tappe fondamentali per chi visita Firenze. Il nome con cui è conosciuto, legato alla dolcezza della sua pittura, gli fu attribuito dalla tradizione; nel 1982 papa Giovanni Paolo II ne confermò ufficialmente il culto di beato e due anni dopo lo proclamò patrono universale degli artisti. La sua memoria liturgica ricorre il 18 febbraio.

Dove riposa Beato Angelico

Beato Angelico è sepolto a Roma nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, la principale chiesa domenicana della città, vicino a quel convento in cui trascorse gli ultimi tempi. La lastra tombale lo raffigura disteso con l'abito dell'ordine. La sepoltura è meta di artisti e fedeli, anche per il suo ruolo di patrono degli artisti.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Beato Angelico?

Frate domenicano e pittore, Beato Angelico seppe unire la luminosità della tradizione gotica con le novità prospettiche del primo Rinascimento fiorentino. Gli affreschi che dipinse per le celle del convento di San Marco a Firenze sono tra le immagini più intense dell'arte sacra europea, e la Chiesa lo ha proclamato beato e patrono degli artisti.

Qual è la data di nascita di Beato Angelico?

La nascita risale al 1 Gennaio 1395 a Vicchio.

Qual è la data di morte di Beato Angelico?

La scomparsa risale al 18 Febbraio 1455, a Roma, all'età di 60 anni.

Dove riposa Beato Angelico?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Roma.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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