Il contesto
Nel 1978 Aldo Moro, già più volte presidente del Consiglio, era il principale artefice dell'accordo che portava il Partito comunista a sostenere un governo guidato da Giulio Andreotti, la cosiddetta solidarietà nazionale. Proprio il 16 marzo la Camera doveva votare la fiducia al nuovo esecutivo.
L'Italia viveva gli anni di piombo, con attentati quasi quotidiani. Le Brigate Rosse, la principale organizzazione armata di estrema sinistra, avevano già colpito magistrati, giornalisti e dirigenti d'azienda. La scorta di Moro era formata da due carabinieri e tre agenti di polizia, che lo accompagnavano ogni giorno.
Che cosa accadde
Poco dopo le nove Moro lasciò la sua abitazione diretto al Parlamento, sulla sua auto seguita da quella della scorta. All'incrocio tra via Fani e via Stresa le due vetture furono bloccate e un gruppo di brigatisti aprì il fuoco. Morirono sul posto il maresciallo Oreste Leonardi, l'appuntato Domenico Ricci e gli agenti Raffaele Iozzino e Giulio Rivera; il vicebrigadiere Francesco Zizzi morì poco dopo in ospedale.
Moro venne portato via e tenuto prigioniero per 55 giorni. Il 9 maggio il suo corpo fu ritrovato in un'auto in via Caetani, a poca distanza dalle sedi della Democrazia Cristiana e del Partito comunista.
Le date e i fatti principali
- 16 marzo 1978 – agguato in via Fani e sequestro di Aldo Moro
- 5 vittime tra gli uomini della scorta
- 9 maggio 1978 – Moro viene ritrovato senza vita in via Caetani
- Processi conclusi con condanne definitive per numerosi brigatisti
- 2007 – il 9 maggio diventa Giorno della memoria delle vittime del terrorismo
Dopo la tragedia
Il sequestro aprì un confronto drammatico tra la linea della fermezza, sostenuta dalla maggior parte dei partiti, e chi chiedeva una trattativa. Negli anni successivi una lunga serie di processi portò alla condanna definitiva di numerosi componenti delle Brigate Rosse. Due commissioni parlamentari d'inchiesta, la prima tra il 1979 e il 1983 e la seconda conclusa nel 2018, hanno indagato sugli aspetti rimasti oscuri. Con la legge 56 del 2007 il 9 maggio, giorno del ritrovamento di Moro, è diventato il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi.
Come viene ricordato
In via Fani una lapide ricorda i cinque uomini della scorta. Ogni 16 marzo si svolge lì una commemorazione con le forze dell'ordine e le istituzioni, che in alcuni anniversari ha visto la presenza del Presidente della Repubblica. In via Caetani una targa segna il luogo del ritrovamento di Aldo Moro, e il 9 maggio è dedicato in tutta Italia alle vittime del terrorismo.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Agguato di via Fani»?expand_more
La mattina del 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, un commando delle Brigate Rosse sequestrò il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e uccise i cinque uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Dopo 55 giorni di prigionia Moro fu ucciso. È uno dei momenti più gravi della storia repubblicana.
Quando è avvenuto l'evento «Agguato di via Fani»?expand_more
Data: 16 Marzo 1978. Luogo: Roma.
Quante vittime ha causato l'evento «Agguato di via Fani»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 5.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.