La vita di Giovanni Lizzio
Nacque a Catania il 24 giugno 1947 ed entrò nella Polizia di Stato, dove fece carriera fino al grado di ispettore capo. Prestò servizio alla Questura della sua città, nella Squadra mobile.
Il tema del racket era diventato centrale dopo l'uccisione a Palermo, nell'agosto 1991, dell'imprenditore Libero Grassi, che si era rifiutato pubblicamente di pagare il pizzo. Lizzio guidò la sezione antiestorsioni e, dal 1991, la nuova sezione antiracket. Le sue indagini portarono all'arresto di numerosi estorsori legati ai clan catanesi e, nel luglio 1992, a un'operazione che portò all'arresto di quattordici affiliati al clan Pillera-Cappello. Lavorò a fianco delle associazioni antiusura e antiracket per sostenere i commercianti che sceglievano di denunciare. I colleghi lo ricordavano come un uomo diretto e di carattere forte. Era sposato e padre di due figlie.
La sera del 27 luglio 1992 Lizzio era fermo al semaforo di via Leucatia, al volante della sua auto, quando due giovani in moto gli si affiancarono e spararono. Fu trasportato all'ospedale Cannizzaro, dove morì poco dopo. Aveva quarantacinque anni. Il delitto avvenne nei giorni in cui Cosa nostra colpiva lo Stato con le stragi di Capaci e via D'Amelio.
Riconoscimenti e intitolazioni
- military_techMedaglia d'oro alla memoria
- military_techLapide nella sede della Squadra mobile di Catania
- military_techLapide nel portico della caserma Antonio Cardile di Catania, voluta dall'Associazione nazionale della Polizia di Stato (2018)
Che cosa è cambiato, come viene ricordato
Nel 2003, al termine del processo Orsa Maggiore 3, il capo della mafia catanese Benedetto Santapaola è stato condannato in via definitiva come mandante dell'omicidio. Le indagini hanno collocato il delitto nella strategia di attacco allo Stato voluta dai Corleonesi tra il 1992 e il 1994. Ai funerali, nella cattedrale di Catania, parteciparono migliaia di persone. Il suo lavoro accanto ai commercianti che denunciavano il pizzo è ricordato ancora oggi dalle associazioni antiracket della città.
Luoghi della memoria
Giovanni Lizzio è sepolto nel cimitero monumentale di Catania, dove ogni anno il questore depone una corona d'alloro, nella stessa occasione dedicata al commissario Beppe Montana. Lapidi lo ricordano nella sede della Squadra mobile e nella caserma Cardile; il suo volto compare anche in un murale sulle mura del carcere di piazza Lanza.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Giovanni Lizzio?
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Giovanni Lizzio, Gianni per i colleghi, era ispettore capo della Polizia di Stato a Catania, dove guidava la sezione della Squadra mobile impegnata contro le estorsioni. Lavorava a stretto contatto con commercianti e associazioni antiracket. Fu ucciso dalla mafia catanese la sera del 27 luglio 1992, a una settimana dalla strage di via D'Amelio.
Qual è la data di nascita di Giovanni Lizzio?
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La nascita risale al 24 Giugno 1947 a Catania.
Qual è la data di morte di Giovanni Lizzio?
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La scomparsa risale al 27 Luglio 1992, a Catania, all'età di 45 anni.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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