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Carlo Casalegno

Foto: Wikimedia Commons · file

Vittime di terrorismo

Carlo Casalegno

15 Dic 1916 · Torino 29 Nov 1977 · Torino

Carlo Casalegno fu un giornalista e intellettuale torinese, vicedirettore della Stampa e autore della rubrica Il nostro Stato, in cui difendeva le istituzioni democratiche contro la violenza politica. Aveva partecipato alla Resistenza con il Partito d'Azione. Ferito dalle Brigate Rosse il 16 novembre 1977, morì il 29 novembre: fu il primo giornalista ucciso dalle BR.

La vita di Carlo Casalegno

Nato a Torino il 15 dicembre 1916, studiò lettere e si formò nell'ambiente intellettuale antifascista della città. Durante l'occupazione tedesca aderì al Partito d'Azione e partecipò alla Resistenza, un'esperienza che segnò per sempre la sua visione politica, laica e liberaldemocratica.

Nel dopoguerra entrò alla Stampa, dove lavorò per oltre trent'anni, diventandone vicedirettore. Fu autore di saggi e di numerosi articoli di storia e di politica. Nella rubrica settimanale Il nostro Stato, negli anni della contestazione e poi del terrorismo, sostenne con argomenti pacati ma netti la necessità di difendere la democrazia con gli strumenti della legge, criticando sia la violenza sia le indulgenze verso chi la giustificava.

Nell'autunno del 1977, mentre a Torino il processo ai capi delle Brigate Rosse stentava a partire, prese posizione per la fermezza dello Stato. Il 16 novembre 1977 fu aggredito da un commando delle BR nell'androne della sua casa, in corso Re Umberto. Ricoverato in gravissime condizioni, morì il 29 novembre, dopo tredici giorni. Aveva 60 anni.

Riconoscimenti e intitolazioni

  • Vicedirettore del quotidiano La Stampa
  • Rubrica Il nostro Stato in difesa delle istituzioni democratiche
  • Partecipazione alla Resistenza con il Partito d'Azione

Che cosa è cambiato, come viene ricordato

La sua morte scosse profondamente il giornalismo italiano: per la prima volta le Brigate Rosse avevano ucciso un giornalista per le sue idee. I componenti del commando furono in seguito individuati e condannati. Il suo nome è legato al dibattito sulla libertà di stampa negli anni di piombo e sul dovere dei giornali di non arretrare davanti alle intimidazioni. La Stampa e le associazioni dei giornalisti lo ricordano come una delle voci più lucide di quella stagione.

Luoghi della memoria

A Torino, in corso Re Umberto, una lapide ricorda il giornalista nel luogo dell'agguato. Ogni anno, intorno al 16 novembre, la città, La Stampa e l'Ordine dei giornalisti lo commemorano.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Carlo Casalegno?

Carlo Casalegno fu un giornalista e intellettuale torinese, vicedirettore della Stampa e autore della rubrica Il nostro Stato, in cui difendeva le istituzioni democratiche contro la violenza politica. Aveva partecipato alla Resistenza con il Partito d'Azione. Ferito dalle Brigate Rosse il 16 novembre 1977, morì il 29 novembre: fu il primo giornalista ucciso dalle BR.

Qual è la data di nascita di Carlo Casalegno?

La nascita risale al 15 Dicembre 1916 a Torino.

Qual è la data di morte di Carlo Casalegno?

La scomparsa risale al 29 Novembre 1977, a Torino, all'età di 60 anni.

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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