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Carlo Alberto dalla Chiesa

Foto: Wikimedia Commons

Carabinieri

Carlo Alberto dalla Chiesa

27 Set 1920 · Saluzzo 03 Set 1982 · Palermo

Carlo Alberto dalla Chiesa fu generale dei Carabinieri e, negli ultimi mesi di vita, prefetto di Palermo. Nella sua lunga carriera guidò la lotta al banditismo in Sicilia, l'azione dello Stato contro le Brigate Rosse e infine il contrasto a Cosa nostra. Fu ucciso a Palermo il 3 settembre 1982, poco più di quattro mesi dopo l'insediamento, insieme alla moglie e all'agente di scorta.

La vita di Carlo Alberto dalla Chiesa

Nato a Saluzzo il 27 settembre 1920, figlio di un ufficiale dei Carabinieri, entrò nell'Arma nel 1942 dopo un primo periodo nell'esercito. Dopo l'8 settembre 1943, nelle Marche, rifiutò di collaborare con l'occupante e si unì alla Resistenza.

Nel dopoguerra fu mandato in Sicilia nei reparti per la repressione del banditismo; a Corleone indagò sulla scomparsa del sindacalista Placido Rizzotto. Negli anni Sessanta tornò a Palermo come comandante della legione. Nel decennio successivo, a Torino, costituì un nucleo speciale antiterrorismo che portò all'arresto dei capi storici delle Brigate Rosse; dopo il sequestro Moro coordinò a livello nazionale le indagini sul terrorismo, ottenendo risultati decisivi anche grazie ai primi collaboratori. Nel 1981 divenne vicecomandante generale dell'Arma.

Nella primavera del 1982 accettò la nomina a prefetto di Palermo, chiedendo poteri di coordinamento che il governo non gli attribuì. Da prefetto cercò il contatto con le scuole, le fabbriche e i quartieri, denunciando pubblicamente l'isolamento in cui si trovava.

La sera del 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini, la sua auto, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, sposata poche settimane prima, fu affiancata da un commando di Cosa nostra. Morirono entrambi; l'agente Domenico Russo, che li seguiva su un'altra vettura, morì alcuni giorni dopo.

Riconoscimenti e intitolazioni

  • Medaglia d'oro al valor civile alla memoria
  • Nucleo speciale antiterrorismo dei Carabinieri, da lui costituito a Torino negli anni Settanta
  • Scuole, caserme, vie e piazze intitolate in tutta Italia
  • Film Cento giorni a Palermo (1984) e miniserie televisiva Il generale Dalla Chiesa (2007)

Che cosa è cambiato, come viene ricordato

Pochi giorni dopo l'agguato il Parlamento approvò la legge Rognoni-La Torre, che introdusse nel codice penale il reato di associazione di tipo mafioso e le misure di sequestro e confisca dei patrimoni illeciti; fu istituito anche l'Alto commissario per la lotta alla mafia. Per il triplice omicidio sono stati condannati all'ergastolo i vertici della Commissione di Cosa nostra, tra cui Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, e, in un processo successivo, gli esecutori materiali. La sua figura resta un riferimento per l'Arma e per il movimento antimafia.

Luoghi della memoria

Carlo Alberto dalla Chiesa è sepolto a Parma, città d'origine della famiglia paterna, nel cimitero della Villetta, accanto alla moglie Emanuela Setti Carraro. A Palermo, in via Isidoro Carini, una lapide ricorda il luogo dell'agguato: lì, ogni 3 settembre, istituzioni, Arma e cittadini depongono corone in memoria delle tre vittime.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Carlo Alberto dalla Chiesa?

Carlo Alberto dalla Chiesa fu generale dei Carabinieri e, negli ultimi mesi di vita, prefetto di Palermo. Nella sua lunga carriera guidò la lotta al banditismo in Sicilia, l'azione dello Stato contro le Brigate Rosse e infine il contrasto a Cosa nostra. Fu ucciso a Palermo il 3 settembre 1982, poco più di quattro mesi dopo l'insediamento, insieme alla moglie e all'agente di scorta.

Qual è la data di nascita di Carlo Alberto dalla Chiesa?

La nascita risale al 27 Settembre 1920 a Saluzzo.

Qual è la data di morte di Carlo Alberto dalla Chiesa?

La scomparsa risale al 3 Settembre 1982, a Palermo, all'età di 61 anni.

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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