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Antonino Scopelliti

Foto: Wikimedia Commons · file

'Ndrangheta

Antonino Scopelliti

20 Gen 1935 · Campo Calabro 09 Ago 1991 · Villa San Giovanni

Magistrato calabrese, Antonino Scopelliti dedicò oltre trent'anni alla pubblica accusa, fino a diventare sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione. Nell'estate del 1991 stava studiando gli atti del maxiprocesso a Cosa nostra, per il quale avrebbe dovuto sostenere l'accusa nel giudizio di legittimità. Venne ucciso pochi mesi prima di quell'udienza, nella sua terra d'origine.

La vita di Antonino Scopelliti

Nacque a Campo Calabro, in provincia di Reggio Calabria, il 20 gennaio 1935. Laureato in giurisprudenza, entrò in magistratura a soli ventiquattro anni e iniziò la carriera come pubblico ministero, lavorando poi in diversi uffici giudiziari fino alla procura generale presso la corte d'appello.

Approdato alla procura generale della Cassazione, si occupò di molti dei grandi processi di mafia e di terrorismo che arrivavano all'ultimo grado di giudizio. Era considerato un magistrato rigoroso e riservato, che preferiva il lavoro sulle carte all'esposizione pubblica. Negli stessi anni la Calabria viveva una sanguinosa guerra tra cosche a Reggio, e la criminalità organizzata cercava sempre più spesso di condizionare le istituzioni. Nel 1991 gli fu affidato il compito di rappresentare l'accusa nel giudizio di Cassazione sul maxiprocesso di Palermo, il procedimento nato dalle indagini del pool antimafia: una decisione da cui dipendeva la tenuta di centinaia di condanne.

Come ogni estate, era tornato in Calabria per un periodo di riposo e trascorreva le giornate al mare, lavorando nel frattempo sui faldoni del processo. Il 9 agosto 1991, mentre rientrava in auto da solo verso casa, fu affiancato e colpito lungo la strada che attraversa Piale, frazione di Villa San Giovanni. Aveva 56 anni.

Il delitto è stato attribuito a un accordo tra Cosa nostra e la 'ndrangheta, ma i processi celebrati negli anni Novanta non hanno portato a condanne definitive: gli imputati condannati in primo grado furono assolti in appello.

Riconoscimenti e intitolazioni

  • Sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione
  • Pubblica accusa in grandi processi di mafia e terrorismo
  • Designato per il giudizio di Cassazione sul maxiprocesso di Palermo
  • Fondazione Antonino Scopelliti, istituita nel 2007

Che cosa è cambiato, come viene ricordato

La Cassazione confermò nel gennaio 1992 l'impianto del maxiprocesso, il lavoro che Scopelliti non poté portare a termine. Per decenni il suo omicidio è rimasto senza colpevoli; nel 2018 la procura di Reggio Calabria ha riaperto le indagini dopo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e il ritrovamento di un fucile, e nuovi accertamenti sono stati svolti ancora nel 2025. La Fondazione che porta il suo nome, nata nel 2007 per iniziativa della figlia Rosanna, promuove iniziative di educazione alla legalità soprattutto tra i giovani.

Luoghi della memoria

Lungo la strada di Piale, nel punto in cui fu ucciso, un cippo ricorda il magistrato. Ogni anno, il 9 agosto, istituzioni, magistrati e associazioni antimafia si ritrovano tra Campo Calabro e Villa San Giovanni per commemorarlo, spesso con la partecipazione della Fondazione Antonino Scopelliti.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Antonino Scopelliti?

Magistrato calabrese, Antonino Scopelliti dedicò oltre trent'anni alla pubblica accusa, fino a diventare sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione. Nell'estate del 1991 stava studiando gli atti del maxiprocesso a Cosa nostra, per il quale avrebbe dovuto sostenere l'accusa nel giudizio di legittimità. Venne ucciso pochi mesi prima di quell'udienza, nella sua terra d'origine.

Qual è la data di nascita di Antonino Scopelliti?

La nascita risale al 20 Gennaio 1935 a Campo Calabro.

Qual è la data di morte di Antonino Scopelliti?

La scomparsa risale al 9 Agosto 1991, a Villa San Giovanni, all'età di 56 anni.

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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