La vita di Giuseppe Ungaretti
Crebbe ad Alessandria d'Egitto, dove il padre lavorava allo scavo del Canale di Suez e la madre gestiva un forno. Nel 1912 partì per Parigi: alla Sorbona seguì le lezioni di Henri Bergson e frequentò l'avanguardia di Apollinaire, Picasso e dei futuristi italiani. Allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruolò volontario e combatté sul Carso come soldato semplice. Proprio al fronte nacquero le poesie de Il porto sepolto, stampate a Udine nel 1916 in poche copie.
Quei testi, essenziali e frammentati, confluirono in Allegria di naufragi (1919) e poi ne L'Allegria (1931). Negli anni Venti, stabilitosi a Roma, Ungaretti recuperò la metrica tradizionale e la memoria barocca con Sentimento del tempo (1933), libro che influenzò profondamente la stagione ermetica.
Nel 1936 accettò la cattedra di letteratura italiana all'Università di San Paolo del Brasile, dove rimase fino al 1942. Gli anni brasiliani furono segnati da un grave lutto familiare, che ispirò Il dolore (1947). Rientrato in Italia, insegnò letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Roma. Continuò a scrivere e tradurre, da Shakespeare a Góngora, e nel 1969 Mondadori raccolse tutta la sua opera poetica in Vita d'un uomo. Morì a Milano nel 1970.
Opere principali
- auto_storiesIl porto sepolto (1916)
- auto_storiesL'Allegria (1931)
- auto_storiesSentimento del tempo (1933)
- auto_storiesIl dolore (1947)
- auto_storiesLa Terra Promessa (1950)
- auto_storiesVita d'un uomo, raccolta di tutte le poesie (1969)
Perché è ancora ricordato
Mattina, la poesia di due versi composta a Santa Maria la Longa nel 1917, è forse il testo poetico più citato del Novecento italiano, e le poesie di guerra de L'Allegria sono lettura obbligata nelle scuole. La sua scelta di spezzare il verso e di affidarsi alla singola parola ha cambiato il modo di scrivere poesia in Italia. Scuole, biblioteche e premi letterari portano il suo nome, e i luoghi del Carso conservano itinerari dedicati ai suoi versi di trincea.
Dove riposa Giuseppe Ungaretti
Ungaretti riposa a Roma, nel Cimitero del Verano, nella città che aveva scelto come casa dagli anni Venti e dove aveva insegnato per oltre un decennio. Il Verano, il grande cimitero monumentale della capitale, accoglie molti protagonisti della cultura italiana: la sua presenza lì lega il poeta nato in Egitto alla città in cui trascorse gran parte della vita adulta.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Giuseppe Ungaretti?
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Due parole, scritte in trincea nel 1917, bastano a far riconoscere Giuseppe Ungaretti a qualsiasi lettore italiano. Nato in Egitto da genitori lucchesi, rivoluzionò la poesia italiana con versi brevissimi, scavati nel silenzio, e fu poi professore universitario in Brasile e a Roma. Morì nel 1970, tra i poeti più celebrati del secolo.
Qual è la data di nascita di Giuseppe Ungaretti?
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La nascita risale al 8 Febbraio 1888 a Alessandria d'Egitto.
Qual è la data di morte di Giuseppe Ungaretti?
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La scomparsa risale al 2 Giugno 1970, a Milano, all'età di 82 anni.
Dove riposa Giuseppe Ungaretti?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero del Verano — Roma (RM), Lazio.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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