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Carlo Maria Martini

Foto: Mafon1959 · CC BY-SA 4.0 · file

Santi, religiosi e figure spirituali

Carlo Maria Martini

15 Feb 1927 · Torino 31 Ago 2012 · Gallarate

Gesuita, studioso della Bibbia e per ventidue anni arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini fu una delle voci più ascoltate del cattolicesimo europeo di fine Novecento. Rimase noto per la capacità di parlare a credenti e non credenti, per il rigore dello studioso e per uno stile pastorale fondato sull'ascolto della Parola. Morì nel 2012.

Luogo di sepoltura

Duomo di Milano (cripta)

Milano (MI), Lombardia

La vita di Carlo Maria Martini

Nato a Torino il 15 febbraio 1927 in una famiglia della borghesia cittadina, studiò dai gesuiti e a diciassette anni entrò nella Compagnia di Gesù. Ordinato sacerdote nel 1952, si dedicò agli studi biblici, specializzandosi nella critica testuale del Nuovo Testamento: fece parte del comitato internazionale che preparò l'edizione critica del testo greco, usata ancora oggi dagli studiosi di tutto il mondo. Nel 1969 divenne rettore del Pontificio Istituto Biblico e nel 1978 della Pontificia Università Gregoriana.

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Nel 1979 Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo di Milano, una scelta che sorprese molti perché Martini non aveva mai guidato una parrocchia. Fece il suo ingresso in diocesi nel febbraio 1980 e nel 1983 fu creato cardinale. A Milano diede vita alla Scuola della Parola, incontri di lettura della Bibbia che riempivano il Duomo di giovani, e nel 1987 alla Cattedra dei non credenti, in cui invitava pensatori laici a confrontarsi sulle grandi domande. Negli anni del terrorismo e poi di Tangentopoli fu un punto di riferimento anche per la città civile.

Lasciata la diocesi nel 2002, si ritirò a Gerusalemme per tornare agli studi, finché la malattia lo costrinse a rientrare in Italia. Trascorse gli ultimi anni all'Aloisianum di Gallarate, la casa dei gesuiti dove morì il 31 agosto 2012.

Opere e tappe principali

  • Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002
  • Scuola della Parola, lettura popolare della Bibbia in Duomo
  • Cattedra dei non credenti (dal 1987)
  • Rettore del Pontificio Istituto Biblico e della Pontificia Università Gregoriana
  • Edizione critica del Nuovo Testamento greco, nel comitato internazionale dei curatori
  • Conversazioni notturne a Gerusalemme (2008), con Georg Sporschill

Perché è ancora ricordato

La Fondazione Carlo Maria Martini, nata a Milano dopo la sua morte, custodisce l'archivio e cura la pubblicazione delle sue opere complete. Molte sue intuizioni, dal metodo della lectio divina aperto ai laici al dialogo con chi non crede, sono entrate nella pratica di parrocchie e diocesi. A lui sono intitolati scuole, centri culturali e biblioteche, e i suoi libri continuano a essere ristampati e tradotti in molte lingue.

Dove riposa Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini è sepolto nel Duomo di Milano, la cattedrale che aveva guidato per oltre vent'anni e dove aveva radunato migliaia di giovani per la Scuola della Parola. Dopo la camera ardente, visitata da una lunga fila di milanesi, i funerali si svolsero nella stessa cattedrale. La tomba, semplice, è meta di preghiera per molti fedeli e per chi lo aveva conosciuto.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Carlo Maria Martini?

Gesuita, studioso della Bibbia e per ventidue anni arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini fu una delle voci più ascoltate del cattolicesimo europeo di fine Novecento. Rimase noto per la capacità di parlare a credenti e non credenti, per il rigore dello studioso e per uno stile pastorale fondato sull'ascolto della Parola. Morì nel 2012.

Qual è la data di nascita di Carlo Maria Martini?

La nascita risale al 15 Febbraio 1927 a Torino.

Qual è la data di morte di Carlo Maria Martini?

La scomparsa risale al 31 Agosto 2012, a Gallarate, all'età di 85 anni.

Dove riposa Carlo Maria Martini?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Duomo di Milano (cripta).

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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