La vita di Vittorio Emanuele Orlando
Palermitano, classe 1860, si laureò in giurisprudenza nella sua città e intraprese una brillante carriera accademica che lo portò a insegnare diritto costituzionale e amministrativo in diverse università, fino a Roma. I suoi Principii di diritto costituzionale e Principii di diritto amministrativo fondarono un metodo rigorosamente giuridico nello studio dello Stato, destinato a fare scuola per generazioni.
Entrato alla Camera nel 1897, fu ministro della Pubblica istruzione e due volte ministro di Grazia e giustizia nei governi di Giolitti e Salandra, poi ministro dell'Interno. Nell'ottobre 1917, all'indomani della rotta di Caporetto, divenne presidente del Consiglio e guidò il Paese nella resistenza sul Piave fino alla vittoria del 1918. Alla Conferenza di pace di Parigi si scontrò con il presidente americano Wilson sulle rivendicazioni adriatiche e nel 1919 lasciò il governo. Fu poi presidente della Camera.
Dopo un iniziale appoggio al governo Mussolini, passò all'opposizione in seguito al delitto Matteotti e nel 1925 si dimise da deputato; nel 1931 lasciò l'insegnamento universitario per non prestare il giuramento di fedeltà al regime. Nel dopoguerra fece parte della Consulta nazionale e dell'Assemblea Costituente, dove si oppose alla ratifica del trattato di pace del 1947, e divenne senatore di diritto. Morì a Roma nel dicembre 1952.
Opere e tappe principali
- account_balancePrincipii di diritto costituzionale (1889)
- account_balancePrincipii di diritto amministrativo (1891)
- account_balanceMinistro della Pubblica istruzione, di Grazia e giustizia e dell'Interno
- account_balancePresidente del Consiglio (1917-1919)
- account_balanceCapo della delegazione italiana alla Conferenza di pace di Parigi (1919)
- account_balanceMembro dell'Assemblea Costituente (1946-1948)
Perché è ancora ricordato
Orlando è considerato il padre della scuola italiana di diritto pubblico, e il metodo giuridico da lui teorizzato è ancora un riferimento negli studi costituzionalistici. Come presidente della vittoria è ricordato in numerose intitolazioni di strade e piazze, specialmente in Sicilia e a Roma. Il Senato della Repubblica gli ha dedicato studi e una mostra documentaria che ne ripercorre la lunga vita pubblica.
Dove riposa Vittorio Emanuele Orlando
Orlando riposa a Roma, nel Cimitero del Verano, la città in cui aveva insegnato e svolto gran parte della sua attività politica e parlamentare. Il Verano accoglie molte figure dell'Italia liberale e repubblicana, e la sua sepoltura lì lega lo statista palermitano alla capitale che aveva servito per oltre mezzo secolo.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Vittorio Emanuele Orlando?
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Giurista tra i fondatori del diritto pubblico italiano moderno, Vittorio Emanuele Orlando guidò il governo nell'ultimo anno della Grande Guerra, dopo Caporetto, e rappresentò l'Italia alla Conferenza di pace di Parigi. Per questo fu chiamato il presidente della vittoria. Attraversò tre epoche politiche e morì a Roma nel 1952.
Qual è la data di nascita di Vittorio Emanuele Orlando?
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La nascita risale al 19 Maggio 1860 a Palermo.
Qual è la data di morte di Vittorio Emanuele Orlando?
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La scomparsa risale al 1 Dicembre 1952, a Roma, all'età di 92 anni.
Dove riposa Vittorio Emanuele Orlando?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero del Verano — Roma (RM), Lazio.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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