La vita di Adriano Olivetti
Nacque a Ivrea nel 1901, figlio di Camillo Olivetti, che pochi anni dopo avrebbe fondato la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. Laureatosi in chimica industriale al Politecnico di Torino, il padre lo mandò a lavorare in officina come operaio; nel 1925 un viaggio negli Stati Uniti gli permise di studiare da vicino l'organizzazione delle grandi fabbriche americane.
Antifascista, nel 1926 partecipò all'organizzazione della fuga in Francia di Filippo Turati. Direttore generale dell'azienda dal 1932 e presidente dal 1938, la fece crescere chiamando a Ivrea architetti, grafici, intellettuali e scrittori, e affiancando agli stabilimenti asili, biblioteche, servizi sanitari e case per i dipendenti. Durante la guerra riparò in Svizzera, dove elaborò le idee raccolte ne L'ordine politico delle Comunità.
Nel dopoguerra fondò le Edizioni di Comunità e il Movimento Comunità, fu presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica e promosse progetti nel Mezzogiorno, come lo stabilimento di Pozzuoli affacciato sul golfo. Dalle sue fabbriche uscirono la Lettera 22 e, nel 1959, l'Elea 9003, uno dei primi calcolatori elettronici italiani. Eletto deputato nel 1958, lasciò il seggio l'anno seguente per dedicarsi all'azienda. Morì nel febbraio 1960 mentre viaggiava in treno verso Losanna, nei pressi di Aigle.
Opere e tappe principali
- account_balanceDirettore generale (1932) e presidente (1938) della Olivetti
- account_balanceMacchina per scrivere portatile Lettera 22 (1950) – Compasso d'oro 1954
- account_balanceElaboratore elettronico Elea 9003 (1959)
- account_balanceStabilimento Olivetti di Pozzuoli (1955)
- account_balanceFondazione del Movimento Comunità e delle Edizioni di Comunità
- account_balanceL'ordine politico delle Comunità (1945)
Perché è ancora ricordato
Nel 2018 Ivrea, città industriale del XX secolo, è stata iscritta nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO proprio per l'insieme di fabbriche, servizi e abitazioni nato dalla sua visione. La divisione elettronica da lui voluta portò, pochi anni dopo la sua morte, al Programma 101. La Fondazione Adriano Olivetti ne custodisce l'eredità culturale, e il suo modello di impresa attenta alla comunità è studiato e citato in tutto il mondo.
Dove riposa Adriano Olivetti
Adriano Olivetti è sepolto nel cimitero di Ivrea, la città in cui nacque e che trasformò profondamente con le sue fabbriche e i suoi quartieri. Nello stesso cimitero riposa il padre Camillo, fondatore dell'azienda. La tomba è meta di visitatori e di ex dipendenti Olivetti, che vi si ritrovano in occasione degli anniversari.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Adriano Olivetti?
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Industriale, editore, urbanista e uomo politico, Adriano Olivetti trasformò l'azienda di famiglia di Ivrea in un modello internazionale, unendo innovazione tecnologica, design e attenzione alle condizioni di vita dei lavoratori. Fondò il Movimento Comunità e fu brevemente deputato. Morì nel 1960, durante un viaggio in treno verso la Svizzera.
Qual è la data di nascita di Adriano Olivetti?
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La nascita risale al 11 Aprile 1901 a Ivrea.
Qual è la data di morte di Adriano Olivetti?
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La scomparsa risale al 27 Febbraio 1960, a Aigle, all'età di 58 anni.
Dove riposa Adriano Olivetti?
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Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero di Ivrea.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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