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Mario Monicelli

Foto: Gianmaria Zanotti · CC BY-SA 2.0 · file

Attori e registi

Mario Monicelli

16 Mag 1915 · Viareggio 29 Nov 2010 · Roma

Toscano di Viareggio, Mario Monicelli fu tra i registi che inventarono la commedia all'italiana, unendo risata e amarezza in film che raccontavano vizi e speranze del paese. I soliti ignoti, La grande guerra, L'armata Brancaleone e Amici miei sono diventati classici. La sua carriera attraversò oltre settant'anni di cinema.

Luogo di sepoltura

Cimitero del Verano

Roma (RM), Lazio

La vita di Mario Monicelli

Nacque a Viareggio nel 1915, figlio del giornalista Tomaso Monicelli. Si avvicinò al cinema da ragazzo, girando con l'amico Alberto Mondadori un film amatoriale tratto dai Ragazzi della via Pál, presentato alla Mostra di Venezia. Negli anni successivi lavorò come aiuto regista e soprattutto come sceneggiatore, scrivendo decine di copioni.

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Nel dopoguerra formò con Steno una coppia di registi che diresse alcuni dei primi film di Totò, tra cui Totò cerca casa e Guardie e ladri. Da solo, nel 1958, firmò I soliti ignoti, che segnò la nascita della commedia all'italiana. L'anno successivo La grande guerra, con Sordi e Gassman, vinse il Leone d'oro a Venezia, raccontando la Prima guerra mondiale dal punto di vista dei soldati semplici.

Negli anni Sessanta e Settanta diresse I compagni, L'armata Brancaleone, La ragazza con la pistola, Romanzo popolare e Amici miei, oltre a Un borghese piccolo piccolo, una delle sue opere più cupe. Nel 1981 Il marchese del Grillo gli valse l'Orso d'argento per la regia a Berlino.

Continuò a lavorare fino a tarda età: Speriamo che sia femmina e Parenti serpenti precedettero il suo ultimo film, Le rose del deserto, del 2006. Morì a Roma il 29 novembre 2010, a novantacinque anni.

Opere principali

  • Guardie e ladri (1951), con Steno
  • I soliti ignoti (1958)
  • La grande guerra (1959), Leone d'oro a Venezia
  • L'armata Brancaleone (1966)
  • Amici miei (1975)
  • Il marchese del Grillo (1981), Orso d'argento per la regia

Perché è ancora ricordato

Monicelli è considerato uno dei padri della commedia all'italiana e un osservatore lucido e disincantato della società. Molti dei suoi film, a partire da Amici miei, sono entrati nella memoria collettiva, con battute e scene citate ancora oggi. Firenze gli ha conferito la cittadinanza onoraria, riconoscendo il legame con la città raccontata nelle avventure degli amici burloni, e la sua figura di intellettuale libero è spesso ricordata.

Dove riposa Mario Monicelli

Per sua volontà non ci furono funerali: Roma gli rese omaggio con un saluto laico allestito alla Casa del Cinema. Monicelli riposa nel cimitero monumentale del Verano, nella città in cui visse per gran parte della vita e in cui girò molti dei suoi film, accanto a tanti protagonisti del cinema italiano con cui aveva lavorato.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Mario Monicelli?

Toscano di Viareggio, Mario Monicelli fu tra i registi che inventarono la commedia all'italiana, unendo risata e amarezza in film che raccontavano vizi e speranze del paese. I soliti ignoti, La grande guerra, L'armata Brancaleone e Amici miei sono diventati classici. La sua carriera attraversò oltre settant'anni di cinema.

Qual è la data di nascita di Mario Monicelli?

La nascita risale al 16 Maggio 1915 a Viareggio.

Qual è la data di morte di Mario Monicelli?

La scomparsa risale al 29 Novembre 2010, a Roma, all'età di 95 anni.

Dove riposa Mario Monicelli?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero del Verano — Roma (RM), Lazio.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

Le fonti sono di pubblico dominio o pubblicate con licenze libere (Creative Commons). I dati sono soggetti a verifica continua e possono essere aggiornati.

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