La vita di Giuliano Montaldo
Nato a Genova nel 1930, arrivò al cinema quasi per caso: Carlo Lizzani lo scelse come attore per Achtung! Banditi!, film sulla Resistenza girato nel 1951, e poco dopo lo volle anche in Cronache di poveri amanti. Da quell'esperienza nacque la passione per la regia, coltivata per anni come assistente di autori come Lizzani e Gillo Pontecorvo.
L'esordio dietro la macchina da presa arrivò nel 1961 con Tiro al piccione, presentato alla Mostra di Venezia, storia di un giovane che sceglie la Repubblica sociale. Seguirono film di genere e coproduzioni internazionali, ma la sua cifra emerse pienamente negli anni Settanta: con Sacco e Vanzetti ricostruì il processo ai due anarchici italiani giustiziati negli Stati Uniti, con Giordano Bruno affrontò l'intolleranza religiosa, con L'Agnese va a morire raccontò la Resistenza attraverso lo sguardo di una contadina emiliana. Il giocattolo, con Nino Manfredi, spostò lo sguardo sulla violenza della società contemporanea.
All'inizio degli anni Ottanta diresse per la Rai lo sceneggiato Marco Polo, grande produzione internazionale girata anche in Cina. Tornò poi alla letteratura con Gli occhiali d'oro, da Giorgio Bassani, e Tempo di uccidere, dal romanzo di Ennio Flaiano. Gli ultimi lavori da regista furono I demoni di San Pietroburgo, su Dostoevskij, e L'industriale, del 2011.
Non smise mai di recitare: comparve nel Caimano di Nanni Moretti e, a ottantasette anni, vinse il David di Donatello come attore non protagonista per Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni. Morì nella sua casa di Roma nel settembre 2023, a 93 anni.
Opere principali
- theatersTiro al piccione (1961) – esordio alla regia, in concorso a Venezia
- theatersSacco e Vanzetti (1971)
- theatersGiordano Bruno (1973)
- theatersL'Agnese va a morire (1976)
- theatersMarco Polo (1982) – sceneggiato Rai in coproduzione internazionale
- theatersTutto quello che vuoi (2017) – David di Donatello come attore non protagonista
Perché è ancora ricordato
Il suo cinema resta un riferimento per chi racconta la storia italiana e le sue zone d'ombra: Sacco e Vanzetti viene ancora proiettato nelle scuole e nei cineforum, e la colonna sonora di Ennio Morricone legata al film ha avuto una vita propria. Il restauro di Tiro al piccione, presentato a Venezia nel 2019 nella sezione dedicata ai classici, ha riportato l'attenzione sui suoi esordi. Viene ricordato anche per la coerenza civile e per la generosità con cui accompagnò attori e registi più giovani.
Dove riposa Giuliano Montaldo
Giuliano Montaldo morì a Roma, la città in cui aveva vissuto e lavorato per oltre settant'anni, il 6 settembre 2023. Il luogo della sua sepoltura non è stato reso pubblico dalla famiglia. Il modo più diretto per ricordarlo resta il suo cinema, a partire dai film civili degli anni Settanta, e Genova, la città natale da cui partì giovanissimo.
Domande frequenti
Per che cosa si ricorda Giuliano Montaldo?
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Genovese di nascita e romano d'adozione, Giuliano Montaldo fu uno dei registi italiani che più hanno usato il cinema per raccontare la storia e l'ingiustizia. Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno e L'Agnese va a morire sono rimasti nella memoria collettiva come film di impegno civile, e il kolossal televisivo Marco Polo portò il suo nome in tutto il mondo.
Qual è la data di nascita di Giuliano Montaldo?
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La nascita risale al 22 Febbraio 1930 a Genova.
Qual è la data di morte di Giuliano Montaldo?
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La scomparsa risale al 6 Settembre 2023, a Roma, all'età di 93 anni.
Dove riposa Giuliano Montaldo?
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Il luogo esatto di sepoltura non è stato reso pubblico; il comune di riferimento è Roma (RM), Lazio.
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Scheda a cura della redazione di Eternote
Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche
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