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Terremoto dell'Irpinia del 1980

Terremoti

Terremoto dell'Irpinia del 1980

23 Novembre 1980 · 2914 vittime

Alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980 un terremoto di magnitudo 6,9 colpì l'Irpinia, l'alta valle del Sele e la Basilicata, tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Morirono 2.914 persone, i feriti furono oltre 8.800 e i senzatetto circa 280.000. Il ritardo dei soccorsi e le vicende della ricostruzione hanno cambiato il modo in cui l'Italia affronta le emergenze.

Sant'Angelo dei Lombardi

Il contesto

L'Irpinia e i paesi lucani vicini erano negli anni Settanta un mondo appenninico di borghi arroccati, agricoltura e forte emigrazione. Molti centri storici erano costruiti in pietra, con edifici antichi e spesso sovraffollati, e collegati da strade di montagna.

L'Italia non aveva ancora una struttura nazionale di protezione civile: le competenze erano divise tra ministeri, prefetture, forze armate e vigili del fuoco, e la risposta a una catastrofe di vaste dimensioni dipendeva da un coordinamento ancora da costruire.

Che cosa accadde

La scossa durò circa novanta secondi e colpì una domenica sera d'autunno, quando molte famiglie erano in casa e alcuni fedeli si trovavano nelle chiese. Interi paesi come Conza della Campania, Lioni, Teora, Sant'Angelo dei Lombardi, Laviano e Balvano subirono distruzioni gravissime.

Le comunicazioni si interruppero e per ore la reale portata del disastro non fu compresa. I soccorsi organizzati raggiunsero molti centri solo dopo giorni. Le vittime furono 2.914, i feriti oltre 8.800.

Le date e i fatti principali

  • 23 novembre 1980, ore 19:34 – scossa di magnitudo 6,9 della durata di circa 90 secondi
  • 2.914 vittime, oltre 8.800 feriti, circa 280.000 senzatetto
  • 26 novembre 1980 – il titolo del Mattino che chiede di fare presto
  • Giuseppe Zamberletti commissario straordinario per l'emergenza
  • 1992 – legge istitutiva del Servizio nazionale della protezione civile

Dopo la tragedia

Il presidente della Repubblica Sandro Pertini, dopo aver visitato le zone colpite, denunciò in televisione i ritardi dei soccorsi. Il governo nominò commissario straordinario Giuseppe Zamberletti; dall'esperienza dell'Irpinia nacquero il ministero per il coordinamento della protezione civile e, nel 1992, il Servizio nazionale della protezione civile. La ricostruzione, finanziata con ingenti risorse, fu segnata da sprechi e infiltrazioni, documentati da una commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Oscar Luigi Scalfaro. Alcuni paesi furono ricostruiti in siti nuovi.

Come viene ricordato

Ogni 23 novembre, alle 19:34, molti comuni dell'Irpinia e della Basilicata ricordano le vittime con il suono delle campane, fiaccolate e cerimonie. A Conza della Campania i ruderi del vecchio paese sono diventati un parco archeologico e un luogo di memoria, e in molti centri lapidi riportano i nomi di chi perse la vita.

Domande frequenti

Che cosa è stato l'evento «Terremoto dell'Irpinia del 1980»?

Alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980 un terremoto di magnitudo 6,9 colpì l'Irpinia, l'alta valle del Sele e la Basilicata, tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Morirono 2.914 persone, i feriti furono oltre 8.800 e i senzatetto circa 280.000. Il ritardo dei soccorsi e le vicende della ricostruzione hanno cambiato il modo in cui l'Italia affronta le emergenze.

Quando è avvenuto l'evento «Terremoto dell'Irpinia del 1980»?

Data: 23 Novembre 1980. Luogo: Sant'Angelo dei Lombardi.

Quante vittime ha causato l'evento «Terremoto dell'Irpinia del 1980»?

Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 2914.

Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.

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