Il contesto
Il Belice era negli anni Sessanta una delle aree più povere del Paese: un mondo rurale di piccoli paesi in pietra, con un'economia agricola fragile e un'emigrazione già consistente verso il Nord Italia e l'estero.
Nella valle operavano da tempo il sociologo Danilo Dolci e altri attivisti, che denunciavano la mancanza di acqua, lavoro e servizi. Il terremoto arrivò in una terra non classificata come sismica, dove le case non erano costruite per resistere a scosse anche moderate.
Che cosa accadde
Le prime scosse si avvertirono nel pomeriggio del 14 gennaio, spingendo molte famiglie a passare la notte all'aperto, nel freddo. Nelle ore successive, nella notte tra il 14 e il 15, arrivarono le scosse più forti, che rasero al suolo interi paesi.
Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago furono quasi completamente distrutte; gravi danni subirono Santa Margherita di Belice, Partanna, Santa Ninfa, Salemi e altri centri. Le vittime furono circa 370 e i senzatetto decine di migliaia.
Le date e i fatti principali
- 14 gennaio 1968 – prime scosse nel pomeriggio
- Notte tra il 14 e il 15 gennaio – le scosse distruttive
- Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago distrutte
- Circa 370 vittime e decine di migliaia di senzatetto
- 2026 – Gibellina Capitale italiana dell'arte contemporanea
Dopo la tragedia
Per molti anni migliaia di persone vissero nelle baraccopoli, e la lentezza della ricostruzione, tra ritardi, sprechi e nuove città costruite lontano dai vecchi centri, diventò un caso nazionale. Molti abitanti emigrarono. Gibellina fu ricostruita a circa venti chilometri dal sito originario: il sindaco Ludovico Corrao chiamò artisti e architetti a progettare la nuova città, trasformandola in un museo all'aperto. Sulle rovine del vecchio paese Alberto Burri realizzò il Cretto, una grande colata di cemento bianco che ne ricalca le vie, completata nel 2015.
Come viene ricordato
Il Cretto di Burri, sulle rovine di Gibellina vecchia, è il principale luogo della memoria del terremoto e una delle più grandi opere di land art al mondo. Ogni anniversario i comuni della valle ricordano le vittime. Nel 2026 Gibellina è Capitale italiana dell'arte contemporanea, a testimonianza di una rinascita affidata alla cultura.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Terremoto del Belice del 1968»?expand_more
Tra il 14 e il 15 gennaio 1968 una sequenza di scosse colpì la Valle del Belice, nella Sicilia occidentale, tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago furono distrutte e decine di migliaia di persone persero la casa. Le vittime furono circa 370; la ricostruzione è durata decenni.
Quando è avvenuto l'evento «Terremoto del Belice del 1968»?expand_more
Data: 15 Gennaio 1968. Luogo: Gibellina.
Quante vittime ha causato l'evento «Terremoto del Belice del 1968»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 370.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.