Il contesto
Dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, lo Stato aveva reagito con il carcere duro per i boss e con nuovi arresti, tra cui quello di Salvatore Riina nel gennaio 1993. Cosa nostra scelse allora di colpire fuori dalla Sicilia, prendendo di mira monumenti e luoghi simbolo per esercitare pressione sullo Stato.
Via dei Georgofili è una stretta strada medievale tra gli Uffizi e l'Arno. Nella Torre dei Pulci, sede dell'Accademia dei Georgofili, abitava la famiglia del custode, i Nencioni; negli edifici vicini vivevano studenti e famiglie del centro storico.
Che cosa accadde
All'1:04 un furgone Fiat Fiorino carico di esplosivo, parcheggiato ai piedi della Torre dei Pulci, esplose. La torre crollò quasi interamente. Morirono il custode Fabrizio Nencioni, la moglie Angela Fiume e le figlie Nadia, di nove anni, e Caterina, nata da cinquanta giorni. Nell'incendio di un edificio vicino morì anche Dario Capolicchio, studente di architettura.
I feriti furono 48 e molte famiglie persero la casa. La Galleria degli Uffizi e il Corridoio Vasariano subirono gravi danni: alcune opere andarono perdute e molte altre richiesero lunghi restauri.
Le date e i fatti principali
- 27 maggio 1993 – esplosione all'1:04 ai piedi della Torre dei Pulci
- 5 morti, tra cui due bambine, e 48 feriti
- Gravi danni alla Galleria degli Uffizi e al Corridoio Vasariano
- Primo degli attentati di Cosa nostra del 1993 nel continente
- Condanne definitive per vertici ed esecutori di Cosa nostra
Dopo la tragedia
Le indagini della procura di Firenze ricostruirono la catena di attentati del 1993, che colpirono anche Milano e Roma. I processi celebrati a Firenze dalla fine degli anni Novanta portarono a condanne definitive per i vertici di Cosa nostra e per gli esecutori; ulteriori filoni d'indagine sui possibili ispiratori esterni sono proseguiti nei decenni successivi. La Torre dei Pulci fu ricostruita e gli Uffizi ripresero l'attività dopo i restauri. L'associazione dei familiari delle vittime ha seguito i processi e promosso la memoria della strage.
Come viene ricordato
In via dei Georgofili una lapide ricorda le cinque vittime; la poesia scritta da Nadia Nencioni pochi giorni prima di morire è diventata uno dei simboli della memoria della strage. Ogni anno, nella notte tra il 26 e il 27 maggio, Firenze si raccoglie davanti alla Torre dei Pulci all'ora dell'esplosione, con le istituzioni cittadine, i familiari e molti giovani.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Strage di via dei Georgofili»?expand_more
Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 un'autobomba esplose in via dei Georgofili, nel centro di Firenze, accanto alla Galleria degli Uffizi. Morirono cinque persone, tra cui due bambine, e 48 rimasero ferite. Fu il primo degli attentati con cui Cosa nostra colpì nel 1993 il patrimonio artistico e le città del continente.
Quando è avvenuto l'evento «Strage di via dei Georgofili»?expand_more
Data: 27 Maggio 1993. Luogo: Firenze.
Quante vittime ha causato l'evento «Strage di via dei Georgofili»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 5.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.