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Strage di Portella della Ginestra

Vittime di stragi

Strage di Portella della Ginestra

1 Maggio 1947 · 11 vittime

Il 1º maggio 1947 la banda di Salvatore Giuliano aprì il fuoco sui contadini riuniti a Portella della Ginestra, nel territorio di Piana degli Albanesi, per la festa dei lavoratori. Morirono undici persone, tra cui alcuni bambini, e decine rimasero ferite. È ricordata come la prima strage dell'Italia repubblicana.

Piana degli Albanesi

Il contesto

Nel secondo dopoguerra le campagne siciliane erano attraversate dalle lotte contadine per la terra: i braccianti chiedevano l'applicazione delle leggi sulla concessione delle terre incolte e la fine del latifondo. Il 20 aprile 1947 le prime elezioni regionali avevano visto l'affermazione del Blocco del popolo, la lista di comunisti e socialisti.

Portella della Ginestra, un pianoro tra le montagne sopra Palermo, era da decenni il luogo della festa del lavoro per i contadini di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello. Proprio lì, alla fine dell'Ottocento, aveva parlato Nicola Barbato, figura dei Fasci siciliani.

Che cosa accadde

La mattina del 1º maggio circa duemila persone, molte con le famiglie, erano salite al pianoro per la festa e per celebrare il risultato elettorale. Mentre il comizio stava per cominciare, dalle alture circostanti partirono raffiche d'arma da fuoco sulla folla. Molti scambiarono i primi colpi per mortaretti di festa.

Morirono undici persone, tra uomini, donne e bambini; i feriti furono decine. La strage fu opera della banda di Salvatore Giuliano, mentre i mandanti non sono mai stati individuati con certezza.

Le date e i fatti principali

  • 20 aprile 1947 – vittoria del Blocco del popolo alle elezioni regionali siciliane
  • 1º maggio 1947 – la banda Giuliano spara sulla folla a Portella della Ginestra
  • 11 morti, tra cui bambini, e decine di feriti
  • 1950-1952 – processo di Viterbo contro i componenti della banda
  • 1979-1980 – realizzazione del memoriale di Ettore de Conciliis

Dopo la tragedia

Salvatore Giuliano fu ucciso nel luglio 1950 a Castelvetrano, in circostanze a lungo discusse. Il processo celebrato a Viterbo tra il 1950 e il 1952 si concluse con la condanna di diversi componenti della banda, ma non chiarì chi avesse voluto la strage. Il tema dei mandanti rimase al centro del dibattito politico e del lavoro di commissioni parlamentari. Le lotte contadine continuarono e la riforma agraria siciliana del 1950 avviò la redistribuzione di parte delle terre.

Come viene ricordato

Sul pianoro sorge il memoriale realizzato tra il 1979 e il 1980 da Ettore de Conciliis, con grandi massi che ricordano le undici vittime e, sul pianoro, il sasso da cui parlava Nicola Barbato. Ogni 1º maggio sindacati, istituzioni e cittadini salgono a Portella della Ginestra per la commemorazione.

Domande frequenti

Che cosa è stato l'evento «Strage di Portella della Ginestra»?

Il 1º maggio 1947 la banda di Salvatore Giuliano aprì il fuoco sui contadini riuniti a Portella della Ginestra, nel territorio di Piana degli Albanesi, per la festa dei lavoratori. Morirono undici persone, tra cui alcuni bambini, e decine rimasero ferite. È ricordata come la prima strage dell'Italia repubblicana.

Quando è avvenuto l'evento «Strage di Portella della Ginestra»?

Data: 1 Maggio 1947. Luogo: Piana degli Albanesi.

Quante vittime ha causato l'evento «Strage di Portella della Ginestra»?

Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 11.

Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.

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