Il contesto
Lo stabilimento torinese della multinazionale tedesca produceva acciaio inossidabile laminato. Nel 2007 era in via di dismissione, con la produzione destinata a essere trasferita a Terni: il personale si era ridotto, gli straordinari erano frequenti e, secondo quanto emerso nel processo, la manutenzione e le misure antincendio erano state trascurate in vista della chiusura.
La linea 5, dedicata alla ricottura e al decapaggio dei nastri d'acciaio, lavorava a ciclo continuo. Gli operai del turno di notte erano in gran parte giovani, molti con famiglia, alcuni con anni di esperienza in fabbrica.
Che cosa accadde
Intorno all'una di notte un principio d'incendio si sviluppò lungo la linea. Mentre gli operai cercavano di spegnerlo con gli estintori, la rottura di un tubo dell'olio idraulico provocò un'improvvisa vampata che li investì. Gli impianti di spegnimento non erano adeguati a fronteggiare un incendio di quelle dimensioni.
Antonio Schiavone morì quella notte. Nelle settimane successive morirono in ospedale Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, l'ultimo il 30 dicembre. Un solo operaio della squadra sopravvisse.
Le date e i fatti principali
- 6 dicembre 2007 – incendio sulla linea 5 intorno all'una di notte
- 7 operai morti tra il 6 e il 30 dicembre
- 2008 – approvato il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
- 2011 – prima condanna in Italia per omicidio volontario con dolo eventuale in un caso di sicurezza sul lavoro
- 2016 – condanne definitive per i dirigenti dell'azienda
Dopo la tragedia
Nella primavera del 2008 fu approvato il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il processo si aprì con una sentenza senza precedenti: nel 2011 la Corte d'assise di Torino condannò l'amministratore delegato per omicidio volontario con dolo eventuale. In appello il reato fu riqualificato come omicidio colposo, impostazione confermata dalla Cassazione a sezioni unite nel 2014. Le condanne divennero definitive nel 2016; per i due manager tedeschi la pena è stata eseguita in Germania solo diversi anni dopo, in regime di semilibertà.
Come viene ricordato
Ogni 6 dicembre Torino ricorda i sette operai con iniziative promosse dai familiari, dai sindacati e dalle istituzioni cittadine, e la data è diventata un'occasione di riflessione nazionale sulle morti sul lavoro. La vicenda è stata raccontata in documentari, libri e spettacoli teatrali, tra cui il film documentario La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Rogo della ThyssenKrupp di Torino»?expand_more
Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 un incendio sulla linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp di corso Regina Margherita, a Torino, investì otto operai del turno di notte. Sette di loro morirono tra quella notte e la fine del mese. Il rogo è diventato un simbolo della sicurezza sul lavoro in Italia e il processo ha segnato la giurisprudenza in materia.
Quando è avvenuto l'evento «Rogo della ThyssenKrupp di Torino»?expand_more
Data: 6 Dicembre 2007. Luogo: Torino.
Quante vittime ha causato l'evento «Rogo della ThyssenKrupp di Torino»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 7.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.