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Deportati

Rastrellamento del ghetto di Roma

16 Ottobre 1943 · 1022 vittime

All'alba del 16 ottobre 1943, il sabato nero, le SS arrestarono 1.259 persone nell'antico ghetto e in altri quartieri di Roma. Due giorni dopo 1.022 ebrei romani, tra cui centinaia di bambini, furono deportati ad Auschwitz; ne tornarono soltanto sedici. È il più grave episodio della persecuzione degli ebrei in Italia.

Roma

Il contesto

La comunità ebraica di Roma, la più antica d'Europa, viveva da secoli intorno al Portico d'Ottavia, nel rione Sant'Angelo, dove fino al 1870 era esistito il ghetto pontificio. Dal 1938 le leggi razziali fasciste avevano escluso gli ebrei italiani dalle scuole, dagli impieghi pubblici e da molte professioni.

Dopo l'occupazione tedesca della città, alla fine di settembre del 1943, il comandante della polizia di sicurezza Herbert Kappler impose alla comunità la consegna di cinquanta chili d'oro entro trentasei ore, con la promessa di risparmiarla. L'oro fu raccolto grazie anche al contributo di molti romani non ebrei e consegnato, ma non servì a fermare i piani di deportazione.

Che cosa accadde

Il rastrellamento fu condotto da un reparto delle SS giunto appositamente a Roma sotto il comando di Theodor Dannecker. Dalle prime ore del 16 ottobre, sotto la pioggia, i militari bussarono alle porte con elenchi di nomi e indirizzi, nel ghetto e in tutta la città.

Le persone arrestate furono radunate nel Collegio militare di via della Lungara; alcune, tra cui i coniugi di matrimoni misti e chi riuscì a dimostrare di non essere ebreo, vennero rilasciate. Il 18 ottobre un convoglio partì dalla stazione Tiburtina con 1.022 deportati e raggiunse Auschwitz pochi giorni dopo, dove la maggior parte fu uccisa all'arrivo. Dopo la guerra ritornarono quindici uomini e una sola donna, Settimia Spizzichino.

Le date e i fatti principali

  • 26-28 settembre 1943 – richiesta e consegna dei cinquanta chili d'oro
  • 16 ottobre 1943 – rastrellamento all'alba, 1.259 persone arrestate
  • 18 ottobre 1943 – partenza del convoglio dalla stazione Tiburtina
  • 1.022 deportati ad Auschwitz, sedici i sopravvissuti

Dopo la tragedia

Nei mesi successivi, fino alla liberazione di Roma nel giugno 1944, gli arresti proseguirono, spesso con il contributo di delatori e della polizia fascista; molti ebrei si salvarono nascondendosi presso famiglie, conventi e istituti religiosi. Herbert Kappler fu condannato all'ergastolo nel 1948 per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Theodor Dannecker si tolse la vita nel 1945, dopo la cattura da parte degli americani. Settimia Spizzichino dedicò gli anni successivi alla testimonianza, soprattutto nelle scuole.

Come viene ricordato

Lo spiazzo davanti al Portico d'Ottavia porta il nome di largo 16 ottobre 1943, e una lapide ricorda i deportati. Una targa alla stazione Tiburtina segna il luogo della partenza del convoglio. Ogni anno il 16 ottobre una marcia silenziosa attraversa il ghetto, e dal 2010 molte pietre d'inciampo davanti alle case romane riportano i nomi delle persone deportate.

Domande frequenti

Che cosa è stato l'evento «Rastrellamento del ghetto di Roma»?

All'alba del 16 ottobre 1943, il sabato nero, le SS arrestarono 1.259 persone nell'antico ghetto e in altri quartieri di Roma. Due giorni dopo 1.022 ebrei romani, tra cui centinaia di bambini, furono deportati ad Auschwitz; ne tornarono soltanto sedici. È il più grave episodio della persecuzione degli ebrei in Italia.

Quando è avvenuto l'evento «Rastrellamento del ghetto di Roma»?

Data: 16 Ottobre 1943. Luogo: Roma.

Quante vittime ha causato l'evento «Rastrellamento del ghetto di Roma»?

Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 1022.

Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.

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