Il contesto
Le terre del confine orientale erano abitate da comunità italiane, slovene e croate con storie intrecciate da secoli. Nel Novecento i rapporti si erano inaspriti: dopo il 1918 l'annessione all'Italia e la politica di italianizzazione forzata del fascismo avevano colpito le popolazioni slave, e l'occupazione italiana della Jugoslavia dal 1941 aveva portato rastrellamenti e internamenti.
La guerra aprì una fase di violenza in cui si sovrapposero lotta di liberazione, conflitto nazionale e progetto di annessione delle terre giuliane alla nuova Jugoslavia comunista.
Che cosa accadde
Una prima ondata di uccisioni avvenne in Istria nell'autunno del 1943, dopo l'armistizio, quando il crollo dell'esercito italiano lasciò la regione per alcune settimane sotto il controllo del movimento partigiano: furono arrestati e uccisi funzionari, possidenti, insegnanti, sacerdoti e semplici cittadini.
La seconda ondata seguì l'arrivo delle truppe jugoslave a Trieste, Gorizia e Fiume nel maggio 1945. Nei circa quaranta giorni di occupazione migliaia di persone furono arrestate; molte non fecero ritorno, uccise e gettate nelle foibe o morte nei campi di prigionia jugoslavi. Il numero delle vittime non è stabilito con precisione e le stime degli storici variano sensibilmente.
Le date e i fatti principali
- Settembre-ottobre 1943 – prima ondata di uccisioni in Istria
- Maggio-giugno 1945 – seconda ondata a Trieste, Gorizia e Fiume
- 10 febbraio 1947 – trattato di pace di Parigi
- 1992 – la foiba di Basovizza è dichiarata monumento nazionale
- 2004 – una legge istituisce il Giorno del ricordo
Dopo la tragedia
Con il trattato di pace del 10 febbraio 1947 l'Istria, Fiume e Zara passarono alla Jugoslavia. Negli anni seguenti la grande maggioranza della popolazione italiana di quelle terre lasciò le proprie case: l'esodo coinvolse tra 250.000 e 350.000 persone, accolte in Italia in centri di raccolta e campi profughi, talvolta per anni. Per lungo tempo foibe ed esodo rimasero ai margini del discorso pubblico; solo dagli anni Novanta il tema è entrato stabilmente nella storia e nella memoria nazionale.
Come viene ricordato
La legge 92 del 2004 ha istituito il 10 febbraio come Giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Il pozzo minerario di Basovizza, alle porte di Trieste, è monumento nazionale e ospita un centro di documentazione; vi si svolge ogni anno la cerimonia principale. Anche la foiba di Monrupino è luogo di commemorazione.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Massacri delle foibe»?expand_more
Con il nome di foibe si ricordano le uccisioni di migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell'Istria, del Quarnaro e della Dalmazia compiute tra il 1943 e il 1945 dai partigiani jugoslavi e dalla polizia politica OZNA. Molte vittime furono gettate nelle cavità carsiche. A quelle violenze seguì l'esodo di centinaia di migliaia di giuliano-dalmati.
Quando è avvenuto l'evento «Massacri delle foibe»?expand_more
Data: 8 Settembre 1943. Luogo: Trieste.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.