Il contesto
Nel marzo 1944 Napoli e la Campania erano sotto il controllo degli Alleati, che governavano il territorio attraverso la Commissione alleata di controllo. La popolazione viveva tra macerie, fame e sfollamenti, mentre il fronte si era fermato a Cassino.
Attorno al Vesuvio i paesi si erano sviluppati fino alle pendici del vulcano, che dopo la grande eruzione del 1906 aveva ripreso un'attività persistente. All'Osservatorio vesuviano i ricercatori seguivano l'evoluzione dell'attività, che nei giorni precedenti era andata aumentando.
Che cosa accadde
Dal 18 marzo dal cratere uscirono colate di lava che scesero lungo il versante occidentale e settentrionale. In pochi giorni raggiunsero San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, distruggendo case, strade e campagne mentre gli abitanti venivano evacuati con l'aiuto dei soldati alleati.
Nella fase successiva fontane di lava e colonne di cenere e lapilli si alzarono dal cratere; il vento le spinse verso sud-est. Il peso della cenere fece crollare numerosi tetti, provocando la maggior parte delle 26 vittime. Furono distrutti anche decine di bombardieri americani parcheggiati in un aeroporto militare nei pressi di Pompei.
Le date e i fatti principali
- 18 marzo 1944 – inizio dell'eruzione con colate di lava
- Distrutta gran parte di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma
- Circa 12.000 persone sfollate
- Decine di bombardieri B-25 alleati distrutti dalla cenere nell'aeroporto presso Pompei
- 29 marzo 1944 – fine dell'eruzione; da allora il Vesuvio è in quiescenza
Dopo la tragedia
L'emergenza fu gestita dalle autorità militari alleate, che organizzarono evacuazioni e assistenza per migliaia di sfollati. San Sebastiano al Vesuvio fu ricostruita negli anni successivi, in parte sopra la lava del 1944. La fine dell'eruzione aprì una lunga fase di quiete che dura ancora oggi, mentre la crescita urbana attorno al vulcano rese sempre più urgente la pianificazione dell'emergenza, con la definizione di una zona rossa e del piano nazionale per il rischio Vesuvio.
Come viene ricordato
La colata del 1944 è ancora ben visibile sulle pendici del vulcano, all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, ed è attraversata da sentieri. A San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma l'eruzione viene ricordata negli anniversari con iniziative pubbliche, mostre fotografiche e incontri sulla prevenzione.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Eruzione del Vesuvio del 1944»?expand_more
Dal 18 al 29 marzo 1944, mentre l'Italia era ancora divisa dalla guerra, il Vesuvio entrò nella sua ultima eruzione. Le colate di lava distrussero gran parte di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, e la cenere ricoprì un vasto territorio a sud-est del vulcano. Le vittime furono 26, in gran parte per il crollo dei tetti. Da allora il Vesuvio è in fase di quiete.
Quando è avvenuto l'evento «Eruzione del Vesuvio del 1944»?expand_more
Data: 18 Marzo 1944. Luogo: San Sebastiano al Vesuvio.
Quante vittime ha causato l'evento «Eruzione del Vesuvio del 1944»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 26.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.