Il contesto
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Roma era sotto occupazione tedesca. Nella città operavano gruppi della Resistenza, tra cui i Gruppi di azione patriottica, mentre il carcere di Regina Coeli e la prigione di via Tasso, sede del comando della polizia di sicurezza, erano pieni di oppositori, militari e persone arrestate per motivi razziali.
Il 23 marzo 1944 un'azione dei GAP in via Rasella colpì una colonna del reggimento di polizia «Bozen», causando la morte di 33 soldati. Il comando tedesco decise di uccidere dieci italiani per ogni militare caduto.
Che cosa accadde
Le liste furono compilate in poche ore sotto la direzione del tenente colonnello Herbert Kappler, attingendo ai detenuti di via Tasso e Regina Coeli, a persone già condannate o in attesa di giudizio e a ebrei arrestati. Il pomeriggio del 24 marzo i prigionieri furono condotti alle cave Ardeatine e uccisi; per un errore nelle liste le vittime furono cinque in più di quelle previste. Gli ingressi delle gallerie furono poi fatti saltare.
Tra le 335 vittime vi erano il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, capo del Fronte militare clandestino, il sacerdote don Pietro Pappagallo, militari dei carabinieri e decine di ebrei romani, oltre a operai, studenti e professionisti.
Le date e i fatti principali
- 23 marzo 1944 – attacco dei GAP in via Rasella
- 24 marzo 1944 – uccisione di 335 prigionieri alle cave Ardeatine
- 1948 – Herbert Kappler condannato all'ergastolo dal tribunale militare di Roma
- 24 marzo 1949 – inaugurazione del Mausoleo
- 1998 – condanna definitiva all'ergastolo di Erich Priebke
Dopo la tragedia
Dopo la liberazione di Roma, nel giugno 1944, le cave furono riaperte e iniziò il lavoro di riconoscimento delle vittime, condotto dal medico legale Attilio Ascarelli. Nel 1948 il tribunale militare di Roma condannò all'ergastolo Herbert Kappler, che nel 1977 fuggì dall'ospedale militare del Celio. Erich Priebke, rintracciato in Argentina ed estradato in Italia, fu condannato in via definitiva all'ergastolo nel 1998. Le ricerche per dare un nome alle vittime ancora ignote sono proseguite nel tempo anche con le analisi genetiche.
Come viene ricordato
Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, inaugurato il 24 marzo 1949, è sacrario nazionale: accoglie le 335 tombe allineate sotto una grande lastra di cemento, con il gruppo scultoreo di Francesco Coccia e il cancello di Mirko Basaldella. Ogni 24 marzo vi si svolge la commemorazione ufficiale, abitualmente alla presenza del Presidente della Repubblica.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Eccidio delle Fosse Ardeatine»?expand_more
Il 24 marzo 1944, nella Roma occupata, le forze tedesche uccisero 335 uomini nelle cave di pozzolana lungo la via Ardeatina, come rappresaglia per l'attacco partigiano di via Rasella del giorno prima. Tra loro c'erano detenuti politici, militari, ebrei e civili rastrellati. L'eccidio è diventato uno dei simboli della Resistenza e della memoria nazionale.
Quando è avvenuto l'evento «Eccidio delle Fosse Ardeatine»?expand_more
Data: 24 Marzo 1944. Luogo: Roma.
Quante vittime ha causato l'evento «Eccidio delle Fosse Ardeatine»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 335.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.