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Disastro di Seveso

Disastri industriali

Disastro di Seveso

10 Luglio 1976

Il 10 luglio 1976 un reattore dello stabilimento chimico ICMESA di Meda liberò una nube contenente diossina, che ricadde su Seveso e su altri comuni della Brianza. Non ci furono morti immediati, ma centinaia di persone dovettero lasciare le proprie case e molti, soprattutto bambini, si ammalarono di cloracne. Il disastro diede il nome alla direttiva europea sui rischi industriali.

Seveso

Il contesto

Negli anni Settanta la Brianza era un territorio densamente abitato, fatto di piccoli comuni, botteghe e mobilifici. Al confine tra Meda e Seveso sorgeva l'ICMESA, una fabbrica chimica controllata dalla Givaudan, del gruppo svizzero Hoffmann-La Roche, che produceva tra l'altro triclorofenolo.

Gli abitanti conoscevano poco di quelle lavorazioni e dei rischi connessi. Mancavano allora norme specifiche che obbligassero le industrie a informare le comunità vicine e a preparare piani di emergenza.

Che cosa accadde

Poco dopo mezzogiorno di sabato 10 luglio, in un reattore fermo per il fine settimana, una reazione chimica sfuggì al controllo. La valvola di sicurezza si aprì e una nube contenente tetraclorodibenzodiossina si disperse nell'aria, spinta dal vento verso Seveso, Cesano Maderno, Desio e Meda.

Per giorni la gravità della situazione non fu chiara: morirono animali da cortile e comparvero lesioni sulla pelle di molti bambini. Solo dopo circa due settimane iniziò l'evacuazione della zona più contaminata, e il territorio fu suddiviso in aree a diverso livello di rischio.

Le date e i fatti principali

  • 10 luglio 1976 – fuga di diossina da un reattore dell'ICMESA di Meda
  • Fine luglio 1976 – inizia l'evacuazione dell'area più contaminata
  • 193 persone colpite da cloracne
  • 1982 – la Comunità europea approva la prima direttiva Seveso sui rischi di incidente rilevante
  • 10 luglio 2026 – apre il Museo Bosco delle Querce

Dopo la tragedia

Seguirono anni di bonifica: lo strato superficiale del terreno fu asportato, gli edifici della zona più colpita furono demoliti e i materiali contaminati furono sigillati in grandi vasche interrate. La salute della popolazione esposta fu seguita per decenni con studi epidemiologici. Sul piano normativo, la vicenda portò all'approvazione della direttiva europea che impone alle industrie pericolose misure di prevenzione, piani di emergenza e informazione ai cittadini, aggiornata poi più volte e ancora oggi nota come direttiva Seveso.

Come viene ricordato

Sull'area più contaminata è nato il Bosco delle Querce, un parco aperto al pubblico che conserva un percorso dedicato alla memoria del disastro e che nel 2025 ha ottenuto il Marchio del patrimonio europeo. Il 10 luglio 2026, nel cinquantesimo anniversario, vi è stato inaugurato il Museo Bosco delle Querce.

Domande frequenti

Che cosa è stato l'evento «Disastro di Seveso»?

Il 10 luglio 1976 un reattore dello stabilimento chimico ICMESA di Meda liberò una nube contenente diossina, che ricadde su Seveso e su altri comuni della Brianza. Non ci furono morti immediati, ma centinaia di persone dovettero lasciare le proprie case e molti, soprattutto bambini, si ammalarono di cloracne. Il disastro diede il nome alla direttiva europea sui rischi industriali.

Quando è avvenuto l'evento «Disastro di Seveso»?

Data: 10 Luglio 1976. Luogo: Seveso.

Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.

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