Il contesto
Alla fine degli anni Cinquanta la Società adriatica di elettricità costruì nella stretta gola del Vajont una diga ad arco alta oltre 260 metri, tra le più alte del mondo, per alimentare il sistema idroelettrico del Piave. Longarone, ai piedi della gola, era un paese di artigiani, operai e commercianti in crescita.
Durante gli invasi di prova il versante del monte Toc mostrò segni di movimento, già segnalati dagli abitanti e dalla giornalista Tina Merlin. Nel 1962 l'impianto passò all'Enel, appena costituito, mentre gli studi sulla frana continuavano.
Che cosa accadde
Alle 22:39 una massa di roccia e terra di circa 260 milioni di metri cubi si staccò dal Toc e scivolò nel bacino. L'acqua sollevata in un'onda gigantesca colpì le frazioni sulle sponde del lago e in parte scavalcò la diga, che rimase in piedi.
L'onda si riversò nella valle del Piave e in pochi minuti distrusse Longarone e i centri vicini, tra cui Pirago, Rivalta, Villanova e Faè. Le vittime furono circa 1.917; molte famiglie scomparvero per intero.
Le date e i fatti principali
- 9 ottobre 1963, ore 22:39 – la frana del monte Toc precipita nel bacino
- Circa 1.917 vittime tra Longarone, Erto e Casso e le frazioni del Piave
- La diga resse all'urto; l'onda la scavalcò
- 1971 – la Cassazione conferma le condanne per disastro colposo e omicidio colposo
- 9 ottobre – Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo
Dopo la tragedia
Il processo, trasferito all'Aquila, si concluse nel 1971 con la condanna definitiva di un dirigente tecnico della società elettrica e di un funzionario del ministero dei Lavori pubblici per disastro colposo e omicidi colposi: la frana era stata ritenuta prevedibile. Seguirono lunghe cause civili, chiuse decenni dopo con risarcimenti a carico delle società coinvolte e dello Stato. Longarone fu ricostruita, con la nuova chiesa progettata da Giovanni Michelucci, mentre parte degli abitanti di Erto e Casso fu trasferita nel nuovo centro di Vajont. Il disastro è diventato un riferimento per la geologia applicata e per la cultura della prevenzione.
Come viene ricordato
Le vittime riposano nel cimitero monumentale di Fortogna, a Longarone, dichiarato monumento nazionale. Il museo Longarone Vajont racconta la storia della valle, e la diga è visitabile. Ogni 9 ottobre si tiene la commemorazione, e dal 2011 la data è stata scelta per la Giornata nazionale dedicata alle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria umana.
Domande frequenti
Che cosa è stato l'evento «Disastro del Vajont»?expand_more
La sera del 9 ottobre 1963 un'enorme frana staccatasi dal monte Toc precipitò nel lago artificiale del Vajont, al confine tra Veneto e Friuli. L'onda superò la diga e investì la valle del Piave, cancellando Longarone e colpendo Erto, Casso e altre frazioni: le vittime furono circa 1.917. La giustizia ha riconosciuto che la catastrofe era prevedibile.
Quando è avvenuto l'evento «Disastro del Vajont»?expand_more
Data: 9 Ottobre 1963. Luogo: Longarone.
Quante vittime ha causato l'evento «Disastro del Vajont»?expand_more
Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 1917.
Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.