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Alluvione del Polesine del 1951

Alluvioni

Alluvione del Polesine del 1951

14 Novembre 1951 · 100 vittime

Nel novembre 1951 il Po, gonfio dopo settimane di piogge su tutto il bacino, ruppe gli argini tra Canaro e Occhiobello e allagò gran parte del Polesine, la pianura tra Adige e Po in provincia di Rovigo. Morirono circa cento persone e circa 180.000 rimasero senza casa. L'alluvione segnò una generazione e diede avvio a un'emigrazione che cambiò per sempre il volto della provincia.

Rovigo

Il contesto

Il Polesine era una terra bassa, in parte sotto il livello del mare, strappata alle acque da secoli di bonifiche e protetta da argini imponenti. All'inizio degli anni Cinquanta viveva quasi solo di agricoltura: braccianti, piccoli affittuari e mezzadri, salari bassi e una povertà diffusa che il dopoguerra non aveva ancora alleviato.

Nell'autunno del 1951 piogge persistenti caddero su tutto il Nord Italia. A metà novembre il Po raggiunse livelli di piena mai registrati fino ad allora, e lungo il tratto terminale del fiume la pressione sugli argini divenne insostenibile.

Che cosa accadde

La sera del 14 novembre l'acqua aprì tre varchi: a Paviole, nel comune di Canaro, e in due punti del territorio di Occhiobello. Nei giorni successivi la piena dilagò verso est, sommergendo oltre mille chilometri quadrati di campagne e paesi, con punte di diversi metri d'altezza. Migliaia di persone furono evacuate con barche, camion e treni.

La notte della rotta, a Frassinelle Polesine, un camion che trasportava persone in fuga rimase bloccato dall'acqua: morirono 84 persone, la gran parte delle vittime dell'intera alluvione. Le acque rimasero sui campi per mesi.

Le date e i fatti principali

  • 14 novembre 1951 – il Po rompe gli argini a Paviole di Canaro e a Occhiobello
  • Notte del 14 novembre – a Frassinelle Polesine muoiono 84 persone a bordo di un camion di soccorso
  • Fine novembre 1951 – l'argine della Fossa Polesella viene fatto saltare per far defluire le acque verso il mare
  • Circa 180.000 tra sfollati e senzatetto
  • 1952 – completato il ripristino degli argini

Dopo la tragedia

Gli sfollati furono accolti in tutta Italia, e la solidarietà arrivò anche dall'estero. Gli argini furono ricostruiti entro il 1952, ma molte famiglie non tornarono più: decine di migliaia di polesani si trasferirono nelle città industriali del Nord, soprattutto nell'area di Milano e Torino, e la provincia di Rovigo perse nei decenni successivi una parte consistente dei propri abitanti. L'alluvione accelerò così la fine di un mondo contadino e mise in luce la fragilità di un territorio interamente affidato alle difese idrauliche.

Come viene ricordato

Ogni 14 novembre i comuni colpiti ricordano l'alluvione con cerimonie pubbliche, in particolare a Occhiobello, dove si aprirono le rotte, e a Frassinelle Polesine, dove il ricordo delle vittime del camion è al centro della commemorazione. Negli anniversari più significativi la ricorrenza è stata richiamata anche dalla Presidenza della Repubblica.

Domande frequenti

Che cosa è stato l'evento «Alluvione del Polesine del 1951»?

Nel novembre 1951 il Po, gonfio dopo settimane di piogge su tutto il bacino, ruppe gli argini tra Canaro e Occhiobello e allagò gran parte del Polesine, la pianura tra Adige e Po in provincia di Rovigo. Morirono circa cento persone e circa 180.000 rimasero senza casa. L'alluvione segnò una generazione e diede avvio a un'emigrazione che cambiò per sempre il volto della provincia.

Quando è avvenuto l'evento «Alluvione del Polesine del 1951»?

Data: 14 Novembre 1951. Luogo: Rovigo.

Quante vittime ha causato l'evento «Alluvione del Polesine del 1951»?

Secondo le fonti consultate dalla redazione, le vittime furono 100.

Testo originale della redazione di Eternote, scritto a partire dalle fonti pubbliche indicate. Segnalaci eventuali inesattezze.

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