Vai al contenuto principale
Gianni Minà

Foto: Rossella Vetrano from Italia · CC BY 2.0 · file

Politici e uomini pubblici

Gianni Minà

17 Mag 1938 · Torino 27 Mar 2023 · Roma

Gianni Minà fu un giornalista capace di sedersi di fronte a Muhammad Ali, Fidel Castro, Diego Maradona e Gabriel García Márquez e di ottenere da ciascuno un racconto personale. Partito dal giornalismo sportivo, cambiò il linguaggio dell'intervista televisiva e dedicò buona parte della vita all'America Latina.

Luogo di sepoltura

Cimitero del Verano, Roma

Roma (RM), Lazio

La vita di Gianni Minà

Nato a Torino nel maggio 1938, Minà entrò nel 1959 nella redazione di Tuttosport e l'anno successivo seguì per la Rai le Olimpiadi di Roma. Dalla metà degli anni Sessanta, dopo l'esperienza del rotocalco sportivo Sprint di Maurizio Barendson, cominciò a realizzare reportage e documentari che portarono in televisione uno sguardo nuovo, lavorando per programmi come Tv7, AZ, Odeon, Tutto quanto fa spettacolo e Gulliver.

Pubblicità

Il grande pubblico lo conobbe soprattutto con Blitz, contenitore domenicale di Rai 2 dei primi anni Ottanta, in cui lo sport, la musica e lo spettacolo si mescolavano con naturalezza. Le sue interviste divennero celebri: Muhammad Ali, Robert De Niro, Sergio Leone, Maradona, di cui fu amico, e soprattutto Fidel Castro, che incontrò in una lunga conversazione divenuta poi libro.

L'America Latina fu la sua seconda patria intellettuale. Nel 1981 contribuì a fondare la rivista Latinoamerica e tutti i sud del mondo, che ospitò firme come Eduardo Galeano, Luis Sepúlveda e Noam Chomsky. Realizzò documentari e libri su Cuba, sul Che Guevara e sui protagonisti del continente, mantenendo sempre un approccio partecipe e personale.

È morto a Roma il 27 marzo 2023, a 84 anni.

Opere e tappe principali

  • Blitz, programma domenicale di Rai 2 dei primi anni Ottanta
  • Le lunghe interviste a Fidel Castro, poi raccolte in volume
  • Interviste a Muhammad Ali, Diego Maradona, Gabriel García Márquez, Robert De Niro
  • Fondazione della rivista Latinoamerica e tutti i sud del mondo (1981)

Perché è ancora ricordato

Minà ha mostrato che l'intervista televisiva poteva essere un incontro tra persone più che un interrogatorio, e molti giornalisti sportivi e culturali riconoscono in lui un modello. Il suo archivio di filmati e conversazioni con figure del Novecento è un patrimonio documentario di grande valore. Alla sua morte il Comune di Roma ne allestì la camera ardente in Campidoglio, segno del legame con la città in cui aveva vissuto e lavorato.

Dove riposa Gianni Minà

Dopo la camera ardente nella sala della Protomoteca del Campidoglio, i funerali di Minà si svolsero in forma privata. Riposa a Roma, nel cimitero monumentale del Verano, nella città che fu per decenni la base del suo lavoro in Rai e del suo impegno editoriale, fino alla morte nel 2023.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Gianni Minà?

Gianni Minà fu un giornalista capace di sedersi di fronte a Muhammad Ali, Fidel Castro, Diego Maradona e Gabriel García Márquez e di ottenere da ciascuno un racconto personale. Partito dal giornalismo sportivo, cambiò il linguaggio dell'intervista televisiva e dedicò buona parte della vita all'America Latina.

Qual è la data di nascita di Gianni Minà?

La nascita risale al 17 Maggio 1938 a Torino.

Qual è la data di morte di Gianni Minà?

La scomparsa risale al 27 Marzo 2023, a Roma, all'età di 84 anni.

Dove riposa Gianni Minà?

Secondo le fonti pubbliche consultate dalla redazione: Cimitero del Verano, Roma.

Pubblicità

Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

Le fonti sono di pubblico dominio o pubblicate con licenze libere (Creative Commons). I dati sono soggetti a verifica continua e possono essere aggiornati.

Altri politici e uomini pubblici