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Emilio Fede

Foto: ArezzoTv · CC BY 3.0 · file

Politici e uomini pubblici

Emilio Fede

24 Giu 1931 · Barcellona Pozzo di Gotto 02 Set 2025 · Segrate

Per oltre mezzo secolo Emilio Fede è stato una presenza fissa nelle case degli italiani, prima come inviato e conduttore della Rai, poi come direttore di telegiornale nelle reti private. Siciliano di nascita, ha attraversato tutte le stagioni dell'informazione televisiva, dal monopolio pubblico all'arrivo delle emittenti commerciali, legando il proprio nome soprattutto al TG4, che guidò per circa vent'anni.

Luogo di sepoltura

Segrate (MI), Lombardia

La vita di Emilio Fede

Nato nel 1931 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Fede entrò giovane nel mondo del giornalismo e approdò alla Rai all'inizio degli anni Sessanta. Si fece conoscere come inviato, in particolare dall'Africa, raccontando un continente attraversato dalla decolonizzazione e dai conflitti. Quell'esperienza sul campo gli diede un linguaggio diretto che avrebbe poi portato in studio.

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Negli anni Settanta divenne uno dei volti del telegiornale della prima rete e all'inizio degli anni Ottanta ne assunse la direzione, guidando il TG1 in una fase di forte cambiamento per il servizio pubblico. Conclusa l'esperienza in Rai, alla fine degli anni Ottanta passò al gruppo Fininvest, dove contribuì a costruire l'informazione delle reti commerciali.

Nel 1991 fondò Studio Aperto, il telegiornale di Italia 1, e poco dopo prese la guida del TG4, che diresse e condusse per circa due decenni. Il suo stile personale, fatto di commenti, battute e un rapporto molto diretto con il pubblico, lo rese riconoscibile anche a chi non ne condivideva le posizioni. Lasciò definitivamente Mediaset nel 2012, quando alla direzione del TG4 gli succedette Giovanni Toti.

Negli ultimi anni si era ritirato dalla scena pubblica. È morto nel settembre 2025 a Segrate, alle porte di Milano, all'età di 94 anni.

Opere e tappe principali

  • Inviato Rai dall'Africa negli anni Sessanta
  • Direttore del TG1 all'inizio degli anni Ottanta
  • Fondatore di Studio Aperto (1991), telegiornale di Italia 1
  • Direttore e conduttore del TG4 per circa vent'anni, fino al 2012

Perché è ancora ricordato

La parabola di Emilio Fede coincide con la storia stessa del telegiornale in Italia: il passaggio dal TG unico della Rai alla concorrenza delle reti private, la nascita di testate nuove, la trasformazione del conduttore in personaggio. Il suo modo di stare davanti alla telecamera, molto personale e spesso discusso, è stato studiato, imitato e parodiato per anni. Resta uno dei nomi che chi si occupa di storia della televisione italiana incontra inevitabilmente, nel bene e nelle polemiche.

Dove riposa Emilio Fede

Le esequie di Emilio Fede si sono svolte nel settembre 2025 a Segrate, nella parrocchia di Dio Padre a Milano 2, il quartiere residenziale dove aveva vissuto a lungo. Il luogo di sepoltura non è stato reso pubblico dalla famiglia. Chi desidera ricordarlo può farlo attraverso il suo lavoro, conservato negli archivi televisivi che ne documentano sessant'anni di carriera.

Domande frequenti

Per che cosa si ricorda Emilio Fede?

Per oltre mezzo secolo Emilio Fede è stato una presenza fissa nelle case degli italiani, prima come inviato e conduttore della Rai, poi come direttore di telegiornale nelle reti private. Siciliano di nascita, ha attraversato tutte le stagioni dell'informazione televisiva, dal monopolio pubblico all'arrivo delle emittenti commerciali, legando il proprio nome soprattutto al TG4, che guidò per circa vent'anni.

Qual è la data di nascita di Emilio Fede?

La nascita risale al 24 Giugno 1931 a Barcellona Pozzo di Gotto.

Qual è la data di morte di Emilio Fede?

La scomparsa risale al 2 Settembre 2025, a Segrate, all'età di 94 anni.

Dove riposa Emilio Fede?

Il luogo esatto di sepoltura non è stato reso pubblico; il comune di riferimento è Segrate (MI), Lombardia.

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Scheda a cura della redazione di Eternote

Testo originale della redazione, scritto a partire da fonti pubbliche (vedi Fonti). Segnalaci eventuali inesattezze: i dati vengono verificati e aggiornati. Non è un annuncio funebre e non accetta condoglianze o candele virtuali.

Fonti

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